mercoledì 25 gennaio 2017

Rimborso totale per gli azionisti delle banche popolari venete

di David Borrelli (M5S Europa) e MoVimento 5 Stelle Veneto

Rimborso totale per gli azionisti di Veneto Banca e Banca popolare di Vicenza. Questo è ciò che vogliamo ottenere attraverso l’importante iniziativa che abbiamo organizzato.
Stiamo ricorrendo alla Corte Europea per tutelare i risparmiatori danneggiati dal dissesto di queste banche, ed evidenziare le omissioni dello Stato italiano in loro difesa.

Riteniamo infatti che chi doveva controllare - come Bankitalia e Consob - non ha controllato e chi doveva tutelare il risparmio, cioè lo Stato, non lo ha fatto. Il sistema è marcio dalla testa ai piedi: manager, banchieri e organi di vigilanza. Soprattutto la politica, ovviamente, che fa continue promesse senza muovere realmente un dito ed illudendo 219mila famiglie.
Aspettiamo giustizia dal 2012, data delle prime denunce, e sappiamo di segnalazioni dirette inviate alla Banca d’Italia che si è girata dall’altra parte.
E’ stato dimostrato in modo palese, da quanto accaduto ai risparmiatori, l’assoluto disinteresse dello Stato con riferimento agli articoli 47 e 28 della Carta Costituzionale. Lo Stato è responsabile per le violazioni commesse dai funzionari e dai dipendenti degli Enti preposti al controllo del risparmio e per questo deve risarcire i risparmiatori.
Il Governo centrale ha fatto mille promesse non mantenute e il governatore del Veneto Zaia ha difeso fino all’ultimo queste banche, per poi promettere soldi che non sono mai arrivati agli azionisti.
Le vite rovinate di queste persone e i suicidi degli azionisti sono sulle loro coscienze, se ne hanno una.
L’apice di tutte le prese per i fondelli che questi uomini e donne truffati si ritrovano a subire avverà lunedì, quando (a quanto dice la stampa) le banche proporranno ai soci un rimborso del 15% del valore delle azioni precedente alla svalutazione.
Un rimborso che ovviamente è nell’interesse delle banche, perché contiene un ricatto: in caso di adesione, l’azionista dovrà firmare la rinuncia a promuovere azioni legali.
Tenetevi la vostra elemosina. Che se ne fa di un 15% chi ha perso quasi il 100% dei risparmi dei una vita?
Le azioni legali ci saranno eccome. Per il ricorso alla Corte Europea abbiamo conferito il mandato allo studio dell’avvocato Sergio Calvetti di Treviso (che difende 4mila risparmiatori e azionisti di Veneto banca e Popolare di Vicenza) e a Salvatore Patti, dello studio omonimo, ordinario di diritto privato alla Università La Sapienza.
Due sono le violazioni che ipotizziamo sulla base di quanto previsto dalla Convenzione europea dei diritti e delle libertà fondamentali: la violazione del divieto di schiavitù (art.4), inteso come privazione della possibilità economica di sostentamento nell’ambito sociale, e la privazione della proprietà privata (art. 1 del Protocollo addizionale alla Convenzione).
Siamo consapevoli di una possibile dichiarazione di inammissibilità da parte della Corte Europea, che peraltro non precluderebbe l’azione in Italia.
A pagare il risarcimento integrale devono essere i responsabili ad ogni livello, in nome di una Giustizia giusta, libera ed uguale per tutti.
Mentre i politici parlano, noi passiamo ai fatti, e lo facciamo coi nostri soldi. Il procedimento sarà infatti sostenuto economicamente dai consiglieri regionali veneti del M5S, con il taglio volontario degli stipendi.
Perché destinare i nostri soldi a questa causa? Perché non riguarda solo le migliaia di azionisti truffati, ma tutti noi. Ecco cosa dicono alcuni esperti internazionali.
“Il Veneto diventa il cuore della crisi bancaria in Italia”, scrive il Financial Times.
"Questo è un disastro sociale", afferma anche Pierre-Henri Conac, professore di diritto commerciale a Lussemburgo l'Università, membro dell'Autorità europea degli strumenti finanziari e dei mercati, sempre sul Financial Times. Ma l’avvertimento che più deve preoccupare è che: "le persone che ci rimetteranno sono i giovani."
Mentre Steve Eisman, l’uomo che aveva previsto la grande crisi economica mondiale che ci ha colpito nel 2007, intervistato dal The Guardian dice che la prossima crisi finanziaria 
arriverà dalle banche italiane, venete in particolare. (https://www.theguardian.com/money/2016/nov/19/big-short-financial-crash-steve-eisman-italy-banks-risk)
Al momento, a pagare, a differenza dei dirigenti saldamente al loro posto, che continuano a regalarsi bonus milionari per premiarsi dei loro disastri, sono i dipendenti di queste banche, i quali vanno incontro a migliaia di licenziamenti, e le famiglie, come dimostra Unioncamere.
Davanti ad uno scenario del genere, che come M5S abbiamo previsto da questo blog da anni, ci sentiamo in dovere di fare il massimo. Noi una coscienza ce l’abbiamo al contrario dei governi delle banche, quello nazionale e quello regionale.


Il ricorso è promosso da M5S presso la Corte Europea dei diritti dell'uomo (ricorso gratuito e non in contrasto con altre iniziative giudiziarie che potreste aver già intrapreso) basta scaricare il modulo al link a seguire, compilarlo e spedirlo via mail a Ricorsocedu@davidborrelli.it
Per maggiori informazioni e assistenza è attivo il numero telefonico 0422 303944
A seguire il link da cui è possibile scaricare il modulo:
e il video integrale dell'evento di presentazione del 21/01/16 a Castelfranco Veneto
Il ricorso, come anticipato, è assolutamente gratuito in quanto finanziato dai consiglieri regionali M5S del Veneto attraverso il taglio dei propri stipendi.
L'adesione NON comporta alcun vincolo o mandato per chi aderisce.
L'evento verrà replicato anche a Vicenza a fine febbraio, data e luogo saranno comunicati appena possibile.




venerdì 30 dicembre 2016

L'addio a Carla Poli, pioniera del riciclo totale dei rifiuti



Una settimana prima di Natale, dopo breve malattia,  si è spenta all’età di 68 anni Carla Poli  che aveva fatto dei rifiuti il suo lavoro e la sua missione, ideando e dirigendo  il Centro Riciclo di Vedelago in Provincia di Treviso. Carla era una imprenditrice “ illuminata” e  ben nota ad ISDE tanto che  l’Associazione le aveva conferito nel 2009 uno dei riconoscimenti in memoria di Lorenzo Tomatis, in virtù del suo impegno nel diffondere una diversa cultura nei confronti di quelli che lei non considerava rifiuti ma risorse. Carla  si era sposata con un noto imprenditore del settore delle cave, ma ben presto si era opposta con coraggio a quel mondo in cui si  guadagnava estraendo ghiaia  e riempendo le voragini con i rifiuti ed aveva portato fino all’estremo limite il concetto del recupero dei  materiali, arrivando a realizzare - in collaborazione con una multinazionale e con amministrazioni illuminate-  anche i materiali assorbenti per la persona ( pannoloni/pannolini).  Grazie ad  una tecnologia innovativa infatti anche questi materiali raccolti separatamente  possono essere  riciclati traendone plastica e cellulosa sterilizzate da riutilizzare come materie prime seconde. Questo brevetto “made in Italy”, è stato riconosciuto dalla Commissione Europea come Eco-Innovation nel 2011 (RECALL - ECO/11/304440), ed è tutt’ora attivo nel territorio veneto gestito da Consorzio Contarina. Carla amava le sfide e nulla per lei sembrava impossibile, specie se il suo sforzo era rivolto alle giovani generazioni: si era offerta di gestire a costo zero  tutti i rifiuti prodotti dalle scuole di Treviso ed aveva addirittura acquistato i rifiuti prodotti al Woodstock  dei 5 stelle di Cesena il 25 settembre 2010, https://www.youtube.com/watch?v=pfnZdYmvrVg . Sono centinaia gli incontri e le iniziative che l’hanno vista protagonista in ogni parte d’Italia, sempre pronta ad offrire la sua esperienza alle comunità intenzionate ad intraprendere una corretta gestione dei rifiuti. Ciao Carla,  vera pioniera di un mondo diverso e sostenibile,  ma purtroppo testimone scomoda ed  inascoltata  in un paese in cui assistiamo al proliferare di inceneritori e discariche invece che all’avvio di centri di riciclo,  ma di certo la Storia di renderà giustizia!

scritto da Patrizia Gentilini oncologa ISDE,in ricordo di Carla Poli.

giovedì 22 dicembre 2016

mercoledì 14 dicembre 2016

# STOP TTIP

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Il TTIP (Transatlantic Trade And Investment Partnership) è un trattato di liberalizzazione commerciale transatlantico tra Europa e Stati Uniti che ha lo scopo di portare a zero la quasi totalità dei dazi doganali, ma soprattutto ridurre  le cosiddette barriere non tariffarie: leggi e regolamenti decise da un Parlamento o da un governo a difesa della salute, dell’ambiente e dei diritti. Oltre ad essere dannoso per la crescita, il TTIP è anche pericoloso per la democrazia, il Trattato prevede l’introduzione di una clausola nota come ISDS (Investor-State dispute settlement): un collegio di arbitri privati (e non di giudici). Le vertenze non verrebbero giudicate da tribunali ordinari secondo la normativa vigente in un determinato Stato, ma da avvocati commerciali che giudicherebbero solo sulla base del trattato stesso, un meccanismo di protezione degli investimenti. Le imprese farebbero causa agli Stati ogni volta che una legge europea/nazionale potrebbe ledere i loro interessi. Con il TTIP 47.000 imprese americane avrebbero diritto di far causa ai nostri governi per i motivi più disparati.

I rischi del sistema ISDS sono molteplici:
• Si garantiscono maggiori diritti agli investitori stranieri rispetto ai cittadini
• Si crea una giustizia preferenziale per le multinazionali
• Un tribunale arbitrale, composto da avvocati stranieri, pu  contestare una legge approvata da uno Stato sovrano
• Uno Stato cederà più facilmente alle pressioni per non approvare una nuova legge a protezione dei cittadini/ambiente per paura di una causa
• Il denaro che lo Stato deve destinare alle cause ISDS è sottratto a scuola, sanità, trasporti...

Il TTIP creerà  anche un organo chiamato di cooperazione normativa: 
• Il cui scopo sarà mettere insieme regolatori americani ed europei per abbattere ogni barriera al commercio
• L’organismo sarà aperto anche a rappresentanti dell’industria
• E rischia di influenzare la legislazione europea e nazionale fin dall’inizio, perché potrebbe essere chiamato a fornire un «via libera» alla misura legislativa in fase di studio.

Calcolare gli effetti di un accordo di libero scambio è molto difficile:
• La Commissione Europea delega questi studi a società esterne
• Questi studi utilizzano modelli econometrici complessi, il più noto è il CGE (computable general equilibrium)
• Tuttavia il modello CGE ha molte limitazioni, considera fissa l’offerta di lavoro, Il risultato dipende molto dalle premesse, per cui è facilmente manipolabile
• Usando altri modelli si ottengono risultati completamente diversi.

 Chi sostiene il TTIP ne difende i grandi benefici in termini di crescita e occupazione, tuttavia:

• Nel breve/medio periodo, secondo uno studio commissionato dalla Commissione, 1 milione 300 mila persone perderanno il lavoro
• Come in altri accordi di libero scambio (NAFTA) il lavoro si sposta dove produrre costa meno. Nafta = -1 milione di posti di lavoro in USA e Canada
• Altri studi indipendenti (Tuft University) prevedono una perdita di reddito tra i 3 e i 5 mila euro per anno per lavoratore.
• Nelle migliori stime fatte dalla Commissione Europea (CEPR), il TTIP porterà a crescita di 0,05% all'anno
• Calo delle esportazioni nette (Export meno import) fino al 2% (TUFT)


Quando l’accordo verrà approvato tutti i settori di produzione, consumo e servizi potrebbero essere  esposti a privatizzazioni e acquisizione da parte delle imprese e dei gruppi economico-finanziari più attrezzati  da oltre oceano. Esso dovrà essere approvato, dal Consiglio dell’Unione Europea (i 28 ministri del commercio), dal Parlamento Europeo, da ciascuno Parlamento dei 28 parlamenti nazionali dell’Unione Europea.   
Tuttavia, nel momento in cui riceverà l’approvazione del Parlamento Europeo, il trattato potrà essere applicato provvisoriamente almeno in parte. 
Poiché il TTIP riguarderà 800 milioni di cittadini è essenziale conoscere  i suoi rischi, 2095 comuni Europei si sono già dichiarati «ANTI-TTIP», in Italia sono oltre 100.

  



Nel prossimo Consiglio Comunale di lunedì 19/12/2016 ore 18:30 presenteremo una mozione "STOP TTIP"














PROPOSTA ORDINE DEL GIORNO
( Ai sensi dell'articolo 30 del R.f.C.C.)



OGGETTO: Stop TTIP



Premesso che:

  • nel giugno 2013, il presidente degli Stati Uniti Obama e il presidente della Commissione europea Barroso hanno lanciato ufficialmente i negoziati su un Partenariato Trans-Atlantico su commercio e investimenti (TTIP);
  • tali negoziati sono tuttora in corso, nella più totale opacità e segretezza;
  • l'obiettivo prioritario di tale Partenariato è quello dell'eliminazione di tutte le barriere “non tariffarie”, ovvero le normative che limitano la piena libertà d'investimento e i profitti potenzialmente realizzabili dalle società transnazionali a est ed ovest dell'oceano Atlantico;
  • il Partenariato in corso di negoziazione prevede addirittura il diritto per gli investitori transnazionali di citare in giudizio, presso un tribunale arbitrale creato ad hoc (ISDS, Investor-State Dispute Settlement) i governi sovrani e le autorità locali, qualora le loro società subissero perdite, anche potenziali, di profitti in seguito a decisioni di politica pubblica adottate dalle autorità medesime;



Considerato che:

  • le cosiddette barriere “non tariffarie” altro non sono che norme volte alla tutela dei diritti dei lavoratori e dei cittadini, alla salvaguardia dei beni comuni, alla garanzia di standard per la sicurezza alimentare, per la tutela dell'ambiente e della dignità sociale;
  • il programma di deregolamentazione previsto dal TTIP mira a creare nuovi mercati con l’apertura dei servizi pubblici e dei contratti per appalti governativi alla concorrenza di imprese transnazionali, minacciando di provocare un’ulteriore ondata di privatizzazioni in settori chiave come la sanità e l’istruzione;
  • l'assoluta segretezza con cui vengono condotti i negoziati, che non prevedono alcun coinvolgimento né delle popolazioni, né delle istituzioni che a tutti i livelli le rappresentano, costituisce un preciso attacco al diritto dei cittadini e delle comunità locali di conoscere i termini e le conseguenze di tali negoziati e di potersi pronunciare nel merito;
  • il diritto degli investitori transnazionali a citare in giudizio i governi e le autorità locali, in seguito all'approvazione di norme e/o delibere di interesse generale che potrebbero pregiudicarne i profitti, costituisce un gravissimo 'vulnus' democratico, un'inaccettabile compressione dell'autonomia delle autorità pubbliche e un'azione destrutturante sulla coesione sociale delle comunità territoriali ;

Esprime:

  • il proprio totale dissenso nei confronti del Partenariato Trans-Atlantico su commercio e investimenti (TTIP), in corso di negoziazione tra Stati Uniti e Unione Europea e pertanto;

SI IMPEGNANO SINDACO E GIUNTA

  • ad  intraprendere tutte le azioni di pressione di propria competenza volte a promuovere il ritiro da parte del governo italiano, nell'ambito del Consiglio Europeo, dal TTIP e, in subordine, alla sua non approvazione da parte del Parlamento Europeo;
  • a promuovere, presso i cittadini del nostro territorio e presso tutti gli altri enti locali, azioni di sensibilizzazione e mobilitazione contro il TTIP, in quanto in questo trattato viene leso, tra gli altri, il principio costituzionale della sovranità delle autonomie locali;
  • ad inviare la presente deliberazione all'Anci, al Consiglio Regionale, al Consiglio dei Ministri, al Parlamento Italiano ed Europeo e alla Commissione Europea.


Grazie dell'attenzione e distinti saluti

Gruppo Consiliare MoVimento Cinque Stelle Schio
Consigliere Marco Vantin







lunedì 5 dicembre 2016

HA VINTO LA DEMOCRAZIA





Evviva! #HaVintoLaDemocrazia




di Beppe Grillo


Evviva! Ha vinto la democrazia. La risposta degli italiani come affluenza alle urne e come indicazione è stata netta. La propaganda di regime e tutte le sue menzogne sono i primi sconfitti di questo referendum. I tempi sono cambiati. La sovranità appartiene al popolo, da oggi si inizia ad applicare veramente la nostra Costituzione.
I primi vincitori sono i cittadini che hanno alzato la testa e sono andati a votare in massa fregandosene delle TV e dei giornali per bocciare la riforma costituzionale e chi l'ha proposta senza nessun mandato popolare.
Questo voto ha due conseguenze rilevanti.
1) Addio Renzi
2) Gli italiani devono essere chiamati al voto al più presto. La cosa più veloce, realistica e concreta per andare subito al voto è andarci con una legge che c'è già: l’Italicum. Abbiamo sempre criticato questa legge, ma questi partiti farebbero di peggio e ci metterebbero anni legittimando l'insediamento di un governo tecnico alla Monti. Per quanto riguarda il Senato, proponiamo di applicare dei correttivi per la governabilità alla legge che c'è già: il Consultellum. Ci vogliono cinque giornate di lavoro. La nostra proposta a tutti è di iniziare a lavorarci domani e avere la nuova legge elettorale in settimana. Non si può bloccare il Parlamento discutendo una nuova legge elettorale. Si deve votare il prima possibile. I partiti faranno di tutto per tirarla per le lunghe e arrivare a settembre 2017 per prendere la pensione d'oro. Non glielo permetteremo e l'unica soluzione è quella che proponiamo. Chiediamo agli italiani di stare al nostro fianco in questa battaglia.
Il MoVimento 5 Stelle ha fatto la sua parte. Siamo andati in tutta Italia a fare informazione per mesi, nessuno di noi si è risparmiato. Ringraziamo tutti i portavoce e tutti gli attivisti che hanno reso possibile il treno tour senza spendere milioni di euro. Grazie a tutte le persone che ci hanno ospitato e che ci hanno rifocillato lungo il percorso.
Dalla prossima settimana inizieremo a votare online il programma di governo e in seguito la squadra di governo.
Auguriamo buon lavoro al Presidente Mattarella in questo momento cruciale. Come prima forza politica del Paese siamo disponibili a fare tutti i passi necessari per arrivare alle elezioni politiche.
Una lezione per tutti: non si può mentire per sempre al popolo senza subire conseguenze.