venerdì 12 dicembre 2014

COMUNICAZIONE IMPORTANTE


La raccolta firme inizia domani 13 Dicembre e durerà 6 mesi. 
A Schio faremo i banchetti raccolta firme da metà Gennaio. 
Per chi non volesse aspettare domani ci saranno banchetti a Rosà, Dueville e Vicenza.

martedì 9 dicembre 2014

MAFIA CAPITALE - SCHIFO SARA' LEI

di Marco Travaglio (Fonte: il Fatto Quotidiano)

Qualcuno, per favore, avverta Renzi che non è il capo dell’opposizione, ma del governo e della maggioranza. E che il Pd beccato con le mani nel sacco di Roma lo dirige lui da un anno. Quindi, quando dice “schifo”, parla di se stesso e del suo partito, non dei gufi che stanno fuori. La responsabilità politica e morale è sua e dovrebbe scusarsi con gli italiani per non aver saputo bonificare per tempo il Pd, imbarcando tutto il vecchio e s ta b l i s h m e n t in barba alla rottamazione. Che, com’è ormai noto, è una truffa: perché non ha mandato a casa i pezzi più vecchi, più sporchi e più compromessi del partito, ma solo quelli che non si sono genuflessi al renzismo dominante. Se “Roma è troppo grande e bella per lasciarla in mano a gentaccia”, quella gentaccia l’ha fatta entrare o l’ha lasciata lì lui, riciclando ex rutelliani, ex dalemiani, ex fioroniani, ex veltroniani, ex bettiniani in cambio di una semplice professione di fede renziana. E ora non può cavarsela col commissario Orfini, l’ex dalemiano, ex bersaniano, ora ovviamente renziano, che nella federazione romana è nato e cresciuto accanto a quelli che dovrebbe cacciare, senza mai accorgersi di quanto accadeva. Nel 1983, quando il Psi torinese fu spazzato via dallo scandalo Zampini, Craxi nominò commissario il ras torinese Giusi La Ganga, che fu subito indagato e sostituito con un altro dirigente eletto sotto la Mole, Amato. Che non bonificò un bel nulla, tant’è che dieci anni dopo il Psi torinese finì in Tangentopoli. Se davvero Renzi vuole voltar pagina nella Capitale, il commissario deve prenderlo a Bolzano, non a Roma. Invece opta per un commissariamento omeopatico, gattopardesco. Ma ci è o ci fa? Un po’ ci è (è superficiale quanto basta) e un po’ ci fa (è molto spregiudicato e si crede sempre più furbo di tutti). Come se bastasse estrarre poche mele marce da un cestino di mele sane. Ma qui è marcio il cestino e qualunque mela, anche sana, anche acerba, ne viene immediatamente contagiata. Marino non è un ladro, e neppure la Bonafè. Tra l’altro, nessuno dei due è romano e ha mai bazzicato la federazione capitolina. Eppure, appena sbarcati a Roma –l’uno per candidarsi a sindaco, l’altra a eurodeputata – furono subito portati in processione a rendere omaggio all’omicida Salvatore Buzzi, padre padrone della Coop 29 giugno, asso pigliatutto delle opere pubbliche, sodale di Er Guercio e finanziatore delle campagne elettorali di chiunque s’avvicinasse al Campidoglio, nero o rosso non importa. Nessuno poteva fare a meno di lui, prima del voto, per avere soldi, tessere e voti. Nessuno poteva negargli, dopo il voto, la ricompensa sotto forma di appalti: per gratitudine o per paura di finire incaprettato in qualche discarica. Il tipico conflitto d’interessi che diventa voto di scambio e associazione mafiosa. Renzi dice che non c’è bisogno di cambiare le leggi: in teoria è vero, basterebbe non prender soldi da chi lavora per la Pubblica amministrazione. Ma l’elenco dei finanziatori di Renzi di oggi e di ieri (do you rememberCarrai?) ci dice che così non è. Molto meglio di vietarlo per legge, per allontanare le tentazioni. Renzi aggiunge che, “se Grillo torna a fare i suoi tour, è grazie al nostro lavoro: con il 41% del Pd alle europee abbiamo messo la parola fine al rischio della demagogia e del populismo di Grillo”. Ma forse sopravvaluta il suo lavoro (gli indicatori economici e sociali di nove mesi di cura Renzi sono catastrofici) e gli errori del M5S. Per quante cazzate facciano, i 5Stelle sono fuori dagli scandali. I soldi pubblici non li rubano: anzi, restituiscono anche quelli che spettano loro per legge. Nelle fogne Expo, Mose e Mafia Capitale, i grillini non ci sono mai, il Pd c’è sempre. E quando qualcuno viene pizzicato, come nel caso dei rimborsi regionali, viene espulso: non promosso sottosegretario o governatore o consigliere regionale. Finché il Pd non riuscirà a far politica senza inquisiti e senza soldi pubblici, qualche milione di italiani onesti continueranno a votare 5Stelle. Schifati da tutti gli altri.

mercoledì 26 novembre 2014

Intervista ad Enrico Cappelletti (Corriere del Canton Ticino)

Anticipo questa intervista, che uscirà presumibilmente domani sul giornale svizzero, il Corriere del Canton Ticino

Quali sono le sue riflessioni sul calo di consensi registrato dal M5S nelle regionali in Emilia-Romagna e Calabria?

In Emilia Romagna alle elezioni comunali di maggio 2014 il M5S aveva raccolto consensi tra il 13% e 17%. Il dato medio del 14% non é molto differente dal 13% ottenuto in queste elezioni, dove comunque siamo saliti rispetto al 6% delle regionali del 2010. In termini percentuali il dato amministrativo più vicino ci vede dunque invariati, nonostante il fortissimo astensionismo. Rispetto alle elezioni europee e politiche, occorre ammettere che da sempre il M5S raccoglie meno consensi a Regionali e comunali, rispetto alle politiche. Alle politiche del 2013 in Lazio e Lombardia raccogliemmo rispettivamente il 25,9% ed il 18%: solo il 16% e 14% alle regionali, tenute lo stesso giorno. In Calabria abbiamo poi pagato il fatto di non essere ancora radicati sul territorio e questo nelle elezioni locali conta molto. L'astensionismo ci ha colpito certamente, come tutti.

2. Nel M5S si parla spesso della necessità di avere più trasparenza nel mondo politico. Come mai i commenti che bacchettano le prese di posizione di alcuni vostri rappresentanti (l’ultimo caso è apparso sul blog di ieri: ”Rizzetto non rappresenta la posizione del M5S”) non vengono firmati? Chi e come decide queste “scomuniche”?

Non sono scomuniche. Nel codice di comportamento che abbiamo firmato 2013 era prevista la nostra non partecipazione ai "talk show". Vogliamo partecipare e partecipiamo invece a confronti seri su temi concreti regolamentati, come quelli elettorali. Domande, risposte, non interruzione dell'avversario, affrontare temi concreti. La trasparenza viene attuata sul denaro pubblico che spendiamo. Siamo gli unici a farlo e siamo gli unici a restituire buona parte dei nostri stipendi. Può trovare i dati suwww.tirendiconto.it

3. Ritiene vincente continuare a usare lo strumento delle consultazioni in rete come principale arma democratica per distinguersi dagli altri partiti? Le vostre consultazioni raccolgono il parere di alcune decine di migliaia di simpatizzanti, ma i voti incassati in passato dal M5S sono stati ben più numerosi. In questo modo non si crea una sorta di élite tecnologica? Chi non ha il computer o non lo usa regolarmente non viene ingiustamente tagliato fuori dalle vostre consultazioni?

Certo che continueremo. Non sono "simpatizzanti" ma sono iscritti del Movimento 5 Stelle. Iscritti certificati con carta d'identità che vengono consultati e votano. Le altre forze politiche non fanno mai votare i loro iscritti su singole decisioni importanti. Sempre meglio i 20.000-30.000 iscritti del Movimento 5 Stelle che decidono, che non i 5-6 delle segretarie di partito che decidono per tutti i loro iscritti. Chi ha deciso il Patto del Nazareno tra Renzi e Berlusconi? Gli iscritti del Pd ? Quelli di Forza Italia? No in due, massimo 3 persone...Renzi Berlusconi e Verdini...

4. Può citarmi un paio di progetti portati avanti con successo dal M5S in Emilia-Romagna?

Posso citarle alcuni esempi. Siamo stati i primi a chiedere una nuova normativa contro le infiltrazioni mafiose e il disegno di legge approvato nella scorsa legislatura é stato frutto di un nostro sostanziale contributo, pure in parte depotenziato dal Pd. Abbiamo contribuito alla legge regionale contro il gioco d'azzardo. E' grazie a noi che sono stati aboliti i vitalizi per i consiglieri regionali dell'Emilia-Romagna, che da questa legislatura non esisteranno più. Altre cose: Rinunciamo ai rimborsi elettorali, ci tagliamo gli stipendi e versiamo il resto al fondo di garanzia per le Piccole e Medie Imprese. Abbiamo proposto di abbassare l'Irap, fatto interventi per i giovani e per la tutela delle aree montane e terremotate. Siamo in prima linea per fermare cementificazione e consumo del suolo e proporre programmi Rifiuti Zero. A Parma, città a guida M5S, abbiamo raggiunto in poco tempo il 65% di raccolta differenziata. In Emilia Romagna c'è poi il problema amianto e sua rimozione. Siamo stati i primi a proporne mappatura e rimozione. Problema tornato alla ribalta con la scandalosa sentenza Eternit.

5. Come mai l’elettorato non vi ha premiato per questo vostro impegno locale?

Ci sono molteplici ragioni. Da una parte i media nazionali, controllati da partiti e potentati economici a noi ostili, censurano gran parte delle nostre iniziative. Nei confronti diretti la nostra candidata Gibertoni è risultata la migliore vincendo il confronto su Sky, dove è stata ritenuta la più convincente dal 45% degli spettatori. Ma sui TG visti da decine di milioni di persone non viene spiegato nei dettagli il lavoro del Parlamento. L'informazioni politica, come quella trasmessa da "Rai Parlamento", viene programmata alle 7 di mattina e all'una di notte...in modo che pochissimi cittadini la possano vedere. Tutto questo, unito agli scandali che coinvolgono la politica (non il M5S), ha prodotto una forte disaffezione. Inoltre il sistema ha lanciato con queste elezioni il nuovo falso contraltare di Renzi...Matteo Salvini, definito un “fannullone” a Bruxelles e che vive di politica da 20 anni. Certo dobbiamo ancora lavorare sodo sul territorio e migliorandoci a livello comunicativo, per riuscire a far passare il nostro messaggio.

6. Crede che per un Movimento come il vostro sia più importante avere un leader che traina o una squadra più ampia che mette sul tappeto proposte anche in contraddizione tra loro e poi decide insieme quale siano le soluzioni migliori?

Da sempre le proposte M5S sono parte di un lavoro di squadra. Grillo non ha mai influito nelle scelte dei gruppi parlamentari, che hanno la più ampia autonomia decisionale. Beppe Grillo é il nostro indiscusso leader carismatico. Ma le decisioni le prendiamo noi “cittadini”, temporaneamente dedicati alla politica. E ce ne assumiamo tutte le responsabilità.

mercoledì 5 novembre 2014

PERCHÉ NON ANDATE IN TV?


dalla Pagina Fb di Vito Crimi

Ecco la risposta definitiva!
Scorrendo questo post mi è sorto un dubbio: che qualcuno mi abbia letto nel pensiero? Potrei averlo scritto io. Leggetelo fino in fondo.

La TV non è un posto "libero" dove si va e si dice quel che si vuole. Gli attivisti ci chiedono spesso di andare in TV, e molte volte abbiamo già risposto. Questa ennesima volta proviamo a spiegare le nostre obiezioni punto per punto su ciò che viene chiesto più spesso. Speriamo di essere finalmente chiari!

«Andate e pubblicizzate in TV quello che fate».

In TV non decidiamo noi di cosa parlare, ma lo decide il conduttore. Se il conduttore vuole che rispondiamo su scontrini o altre scempiaggini, non possiamo parlare di altro perché ci toglierebbe la parola. Saremmo costretti a parlare di quello. Ai conduttori poi non interessa nulla di attività parlamentare, quindi non si pubblicizza un bel niente.

«Abbiamo diritto ad un’informazione seria e completa».

Purtroppo non esiste in Italia. E non basta un portavoce M5S in TV per avere informazione completa: gli argomenti li decidono loro e non noi, anche se siamo presenti in trasmissione. Invece di fare petizioni al M5S, fate petizioni alle TV per un’informazione seria e democratica.

«Andate a combattere e a dirgli in faccia il fatto loro».

Noi siamo portavoce e cittadini e non facciamo wrestling televisivo. Strillare come oche per far divertire il pubblico e alzare l’audience non è la nostra missione. Non si "vince" niente al talk show, al massimo qualche battibecco. Ci hanno fatto credere che la politica sia questo, ma il M5S dimostra che la politica è ben altro, è una cosa in cui si partecipa e non si sta in poltrona a fare il tifo come al bar!

«Almeno andate a ribattere alle falsità che dicono».

Ribattere non serve a nulla. Se in trasmissione ci sono 4 politici/giornalisti famosi che accusano il M5S, la gente crede a loro e non a noi, anche se il nostro portavoce è presente e ribatte nel migliore dei modi. Specialmente se anche il conduttore ci dà addosso per farci fare brutta figura… come sempre succede.

«Gli attivisti vogliono che andate in TV».

Gli stessi attivisti poi ci dicono "Non vi abbiamo votato per stare in TV, andate a lavorare". Allora, meglio lavorare da subito.

«La gente e le vecchiette non vi conoscono».

La gente e le vecchiette comunque non guardano i talk show, visti solo da persone già schierate politicamente per "fare il tifo". Guardano i programmi spazzatura del pomeriggio e quelli di gossip, dove noi non andremo mai perché abbiamo una dignità. Quindi andare ai talk show non servirebbe a farci conoscere.

«Salvini, ad esempio, è sempre in TV e dice la sua».

Salvini è della Lega, che sta nel sistema da vent'anni. La Lega è la stampella dei partiti e non disturba, e quindi viene fatta parlare a piacimento. Cosa che non succederebbe mai col M5S, nessuno lascerebbe parlare liberamente il M5S come accade con Salvini.

«Siamo stufi di dover discutere agli infopoint».
Non c'è altro modo per far conoscere e valorizzare il M5S. Gli infopoint e i meetup sono l'arma più potente contro l'informazione malata e complice di TV e giornali. Il portavoce in TV, insultato e offeso da tutti i presenti, non vi sarebbe di nessun aiuto in questo compito.

«I blog e le piazze non sono sufficienti a vincere».
Neanche la TV, per come è gestita oggi. Siamo andati ogni giorno in TV a tutte le ore prima delle europee… siete soddisfatti del risultato?

«Abbiamo fatto una petizione a Grillo/portavoce/Fico ecc».
Gli attivisti fanno petizioni. E se l'informazione mente, o è serva, gli attivisti dovrebbero fare petizioni alle TV, ai giornalisti, alla stampa, per chiedere un'informazione democratica e corretta. Non petizioni al MoVimento di opposizione perché vada a subire in TV gli attacchi del regime! Non trovate?

«Almeno fate una TV a 5 stelle».
Per avere gli stessi spettatori della TV di caccia e pesca? Coloro che amano programmi di canzoni, balletti, gossip e cucina non accenderebbero neppure una TV che trasmette politica a 5 stelle tutto il giorno. La guarderebbero solo gli attivisti che già sanno, e si spenderebbero milioni per nulla. Meglio allora collegare il PC alla TV e far vedere alla nonna i nostri video o La Cosa, se quel che conta è l’elettrodomestico.

Se siete arrivati a leggere fino in fondo, avrete capito una cosa: la TV non è un posto "libero" dove si va e si dice quel che si vuole. Ripetiamo: la TV non è un posto "libero" dove si va e si dice quel che si vuole. Se un portavoce vuol parlare del lavoro parlamentare gli viene letteralmente impedito. La TV è la casa dei partiti dove noi non siamo graditi, e conoscono ogni tecnica per farci sfigurare. Non continuate a chiederci di andare… ma se lo volete davvero, chiedete tutti alle TV di fare un’informazione equa e imparziale. Quando ciò accadrà, finalmente ci saremo anche noi.

http://www.beppegrillo.it/2014/11/le_televisioni_sono_nelle_mani_dei_partiti.html

MOZIONE - "RICHIESTA DI RITIRO DEL DECRETO LEGGE N. 133 "SBLOCCA ITALIA" (APPROVATA C.C. 03/11/2014)














MoVimento Cinque Stelle Schio

Schio, 24/10/2014

Al Signor Presidente del Consiglio Comunale di Schio

Al Signor Sindaco del Comune di Schio





MOZIONE
( Ai sensi dell'articolo 29 del R.f.C.C.)


Oggetto: Richiesta di ritiro del Decreto Legge n. 133 “Sblocca Italia”


Premesso che:

VISTO Il Decreto Legge 12 settembre 2014, n. 133, c.d. “Sblocca Italia” recante “Disposizioni urgenti per l’apertura dei cantieri, la realizzazione delle opere pubbliche, la digitalizzazione del Paese, la semplificazione burocratica, l’emergenza del dissesto idrogeologico, la ripresa delle attività produttive”;
VISTO Art. 7 (Norme in materia di gestione di risorse idriche. Modifiche urgenti al decreto legislativo 3 aprile 2006, n. 152, per il superamento delle procedure di infrazione 2014/2059, 2004/2034 e 2009/2034, sentenze C-565-10 del 19 luglio 2012 e C-85-13 del 10 aprile 2014; norme di accelerazione degli interventi per la mitigazione del rischio idrogeologico e per l'adeguamento dei sistemi di collettamento, fognatura e depurazione degli agglomerati urbani; finanziamento di opere urgenti di sistemazione idraulica dei corsi d'acqua nelle aree metropolitane interessate da fenomeni di esondazione e alluvione);
VISTO Art. 17 (Semplificazioni ed altre misure in materia edilizia);
VISTO Art. 21 (Misure per l’incentivazione degli investimenti in abitazioni in locazione);
VISTO Art. 25 (Misure urgenti di semplificazione amministrativa e di accelerazione delle procedure in materia di patrimonio culturale);
VISTO Art. 26 (Misure urgenti per la valorizzazione degli immobili demaniali inutilizzati);
VISTO Art. 33 (Bonifica ambientale e rigenerazione urbana delle aree di rilevante interesse nazionale);
VISTO Art. 35 (Misure urgenti per l'individuazione e la realizzazione di impianti di recupero di energia, dai rifiuti urbani e speciali, costituenti infrastrutture strategiche di preminente interesse nazionale).
VISTO Art. 38 (Misure per la valorizzazione delle risorse energetiche nazionali).




Considerato che:


Dall'analisi dell'Art.7 sembrerebbe che
  • Il principio di unicità verrà sostituito dal principio di unitarietà imponendo il Gestore Unico del Servizio Idrico Integrato (Favorendo grandi multi utility).
  • In questo articolato vengono previsti sub affidamenti della gestione del servizio una volta non previsti e viene soppresso il comma dell’articolo 151 del Dlgs 152/2006, che imponeva al gestore del servizio idrico integrato di dover chiedere parere all’Autorità d’ambito (composta degli Enti Locali), prima di poter acquisire la gestione di altri servizi pubblici locali.
  • Verrà inserita la modifica dell’articolo 153 del Dlgs 152/2006 che prevede « Il gestore è tenuto a subentrare nelle garanzie e nelle obbligazioni relative ai contratti di finanziamento in essere o ad estinguerli, ed a corrispondere al gestore uscente un valore di rimborso definito secondo i criteri stabiliti dall’Autorità per l’energia elettrica, il gas e il sistema idrico. » Tale norma è destinata a bloccare i processi di ripubblicizzazione in atto.


Dall’analisi dell’articolo 17 sembrerebbe che:
  • interviene sulle volumetrie, che vengono considerate complessivamente e non per unità immobiliare, si consentono manutenzioni straordinarie molto disinvolte, con frazionamento e accorpamento delle unità immobiliari, prescindendo dal carico urbanistico.
  • Vengono aggiunte due norme, una sul mutamento d’uso urbanisticamente rilevante (art. 23–ter) e una sul permesso di costruire convenzionato (art. 28–bis) che appare l’ennesimo regalo ai costruttori che se soddisfano un non meglio definito interesse pubblico riceve dal Comune con una modalità semplificata, un permesso di costruire convenzionato appunto. In un Paese come il nostro il termine semplificazione sembra celare quello di “ regalia”.


Dall’analisi dell’articolo 21 sembrerebbe che:
  • Prevedere misure per una deduzione dal reddito complessivo pari al 20 per cento del prezzo di acquisto dell’immobile risultante dall’atto di compravendita nel limite massimo complessivo di spesa di 300.000 euro, per chi abbia effettuato l’acquisto dal 1° gennaio 2014 al 31 dicembre 2017, di unità immobiliari a destinazione residenziale, di nuova costruzione od oggetto di interventi di ristrutturazione edilizia. Tale deduzione viene tra le altre cose vincolata alla locazione per almeno otto anni. Inoltre la deduzione spetta anche per l’acquisto o realizzazione di ulteriori unità immobiliari da destinare alla locazione. Insomma si incentiva la speculazione immobiliare, si incentiva l’acquisto, laddove c’è un paese in crisi, tentando di far perlomeno emergere gli affitti in nero vincolando la deduzione ai contratti di locazione.


Dall’analisi dell’articolo 25 sembrerebbe che:
  • In alcuni casi viene esclusa la necessità dell’autorizzazione paesaggistica e viene introdotto il meccanismo del silenzio-assenso sui pareri paesaggistici, trascorsi infruttuosamente i 60 giorni stabiliti dalla norma.
  • Il comma 1 modifica due aspetti della disciplina della conferenza di servizi (art. 14 ss., L. n.241/1990): fissa la decorrenza dei termini di validità degli atti di assenso acquisiti all'interno della conferenza, a far data dall'adozione del provvedimento finale;
  • Il comma 2 prevede l'introduzione, nel regolamento di delegificazione volto a modificare la disciplina sull'autorizzazione paesaggistica riguardante interventi di lieve entità, delle tipologie di interventi per i quali l'autorizzazione paesaggistica non è richiesta;
  • Il comma 3 interviene sul procedimento per il rilascio dell'autorizzazione paesaggistica, sopprimendo le disposizioni (c. 9 dell'art. 146 del D.lgs. 42/2004).


Dall’analisi dell’articolo 26 sembrerebbe che:
  • Gli enti locali debbano provvedere al massimo della semplificazione di tutti gli atti relativi ai cambi di destinazione d’uso e della variante urbanistica e accelerare il censimento degli immobili della Difesa. Il ricatto è contenuto nell’ultimo comma in cui si afferma che agli enti territoriali (sempre a rischio default) che hanno contribuito alla conclusione del procedimento è attribuita una quota parte dei proventi di tale “valorizzazione”, che si potrebbe meglio definire “svendita”, del patrimonio pubblico. Tale norma serve esclusivamente a fare cassa e non pone assolutamente dei paletti su quale debba essere invece la destinazione d’uso di tale patrimonio.


Dall'analisi dell'articolo 33 sembrerebbe che:
  • Escluderebbe i comuni nelle attività di pianificazione e realizzazione del risanamento ambientale e valorizzazione del patrimonio pubblico e privato, affidando ad un Commissario Governativo la progettazione delle opere e la possibile variazione di destinazione urbanistica delle aree e ad un General Contractor l'esecuzione delle opere (vedi il consorzio “venezia nuova” per il Mose.


Dall'analisi dell'articolo 35 sembrerebbe che:
  • Il Governo sceglierà i siti per la realizzazione di nuovi inceneritori, specificando che tutti diventeranno di interesse strategico nazionale. Questa manovra favorirà gli inceneritori a scapito degli impianti di riciclo ed utilizzo andando contro la direttiva Europea del 2008 in materia di trattamento rifiuti.
  • Le procedure di Valutazione di Impatto Ambientale avranno tempi dimezzati (30 gg. invece degli attuali 60 gg).


Dall'analisi dell'articolo 38 sembrerebbe che:
  • Tutte le attività connesse allo sfruttamento dei giacimenti nazionali di idrocarburi, con trivelle, e infrastrutture, diventano di interesse strategico nazionale.
  • Il titolo concessorio sarà unico, mentre ora è suddiviso in tre fasi: permesso di ricerca, prospezione ed estrazione.
  • Tutte le procedure di Valutazione di Impatto Ambientale per le attività di ricerca, prospezione ed estrazione in terraferma saranno tolte alle regioni e accentrate allo Stato.
  • Si prevede la possibilità di autorizzare con pochissimi studi a supporto attività di estrazione "sperimentali" in mare nelle aree a confine con altri paesi, per 5 anni rinnovabili per altri 5.





Ritenuto che:
Il quadro che emergerebbe sarebbe quello di un provvedimento basato più sul marketing che sulla sostanza. Una buona metà delle norme appaiono incompatibili con lo strumento del decreto-legge, perché, essendo di carattere ordinamentale – se non addirittura di indirizzo -, sono prive dei requisiti di urgenza che il nostro ordinamento impone agli atti emanati ai sensi dell’articolo 77 della Carta Costituzionale e andrebbero semplicemente stralciate dal testo. Inoltre vi sono molte disposizioni che si sovrappongono abbastanza inutilmente al già confuso quadro normativo, prevedendo misure ed azioni che non hanno alcun bisogno di una specifica disposizione di legge.




TUTTO CIO' PREMESSO, CONSIDERATO E RITENUTO

SI IMPEGNA IL SINDACO E LA GIUNTA COMUNALE

A farsi portavoce presso gli organi Istituzionali competenti affinché tale Decreto venga ritirato.




Grazie dell'attenzione e distinti saluti



Consigliere Marco Vantin

lunedì 20 ottobre 2014

Il PD è dalla parte degli inceneritoristi

Pagina Fb di Dino Alberti


Il Decreto Legge “Sblocca Italia”, o altrimenti detto “Sfascia Italia”, sancisce che i Rifiuti Urbani non sono più di competenza locale e che ogni impianto esistente o che esisterà dovrà bruciare rifiuti che arrivano da tutta Italia, ovviamente anche a Brescia.

Le regioni non potranno più prevedere limitazioni a questi impianti, nemmeno per questioni ambientali o sanitarie.

Il DL 133/2014 arriverà in aula alla Camera Lunedi 20 dopo una settimana di lotte in Commissione Ambiente dove abbiamo tentato in tutti i modi di bloccare la svendita del patrimonio pubblico, l’abusivismo legalizzato, le deroghe alle norme ambientali e la cessione di sovranità territoriale ai soliti “imprenditori coraggiosi”.

In questo mese, fin dai primi giorni, abbiamo letto innumerevoli annunci del PD, che cercava di mettersi in luce criticando la sua stessa Legge.
Una nuova politicante locale (Miriam Cominelli), ogni giorno si è data da fare (solo mezzo stampa) per portare a livello nazionale le richieste della nostra città, promettendo di metterci una pezza.

Dovevate vederla invece in Commissione Ambiente alla Camera, dopo tante promesse, è stata zitta.
Zitta anche quando le hanno riformulato il suo emendamento rendendolo ancora più inutile di quello che era e ora esulta per questo nulla di fatto, tanto da giudicare l’articolo 35 dello Sfascia Italia “estremamente positivo”.

L’articolo 35 impone ancora il raggiungimento di saturazione del carico termico per gli impianti di incenerimento dei rifiuti, permettendo l’importazione dei rifiuti urbani da tutta Italia.
Il PD non ha cambiato una virgola di questo.

Il Movimento 5 Stelle ha presentato diversi emendamenti che andavano nella direzione opposta: Non permettere l’importazione dei rifiuti e agevolare la chiusura progressiva degli inceneritori come previsto dagli accordi Europei.

Naturalmente la maggioranza Piddina si è opposta per agevolare gli inceneritoristi e A2A in primis.

L’articolo 35 sembra essere scritto per o addirittura da A2A! Trattasi infatti di una vera e propria liberalizzazione del mercato dell’incenrimento che consente alle poche grandi ex-municipalizzate di accapparrarsi quote di mercato sempre maggiori.

Ad A2A ormai va stretto il vincolo territoriale perché in tutta la regione sta prendendo sempre più piede la raccolta differenziata Porta a Porta che consente di ridurre la quantità di rifiuti da smaltire lasciando a bocca asciutta le fauci degli impianti di A2A, ed evidentemente il nuovo indirizzo regionale di dismissione degli inceneritori doveva essere neutralizzato a livello nazionale.

Già oggi l’impianto di Brescia brucia rifiuti extra regionali e lo fa già al massimo carico termico come recentemente autorizzato dall’AIA regionale . Quindi con lo Sfascia Italia cosa cambia? Semplicemente che potrà farlo “a norma di legge” e che non sarà costretta a bruciare rifiuti speciali che valgono meno, ma potrà bruciare rifiuti urbani che invece valgono di più. In altre parole la responsabilità sarà scaricata dal Comune al Ministero, dove i Comitati Ambientalisti e cittadini bresciani non avranno voce in capitolo, e maggiori guadagni per la ex-municipalizzata.

La norma, anche nella sua nuova formulazione, non impedirà in alcun modo l’apertura di nuovi inceneritori anzi ne agevola la realizzazione riclassificando questi impianti come “strategici” pertanto una volta esaurita la capacità di quelli esistenti, nulla osta all’avvio di nuovi impianti.

E la raccolta differenziata? La riduzione dei rifiuti come principio base per una sana e giusta gestione dei rifiuti? Il riciclo di materia e l’intero settore che vive grazie alle materie prime seconde? Quali sono le priorità per il PD?

In tema di qualità dell’aria, il PD ha finalmente confessato una verità che aspettavamo da tempo: gli inceneritori nuociono alla salute! Altrimenti per quale motivo avrebbe intrappreso questa “battaglia”, miseramente persa, contro l’inceneritore di A2A?
Ma gli inceneritori non "pulivano l'aria"?
E’ per la natura “meridionale” dei rifiuti? o forse perché un inceneritore da 800.000 tonnellate ha un impatto rilevante sulla salute dei cittadini bresciani?
E allora perchè non si è unito a noi nella battaglia non solo contro l’inceneritore di Brescia ma contro l’incenerimento in quanto scelta dannosa per l’ambiente, l’uomo e l’economia di un Paese in cerca di una nuova identità post-industriale?

Per la deputata Cominelli ogni giorno un successo, ogni giorno un evento sulla stampa e orecchie basse in commissione, dove al massimo finge di ascoltare mentre il suo partito fa quello che vuole.

A questo punto dubitiamo fortemente che la collega abbia capito cosa sia accaduto veramente in commissione dove non ha proferito parola se non per confermare la riformulazione dell’emendamento da parte del governo.

Le uniche modifiche ottenute da alcuni deputati di maggioranza sono state: inserire una precisazione sulla qualità dell’aria (valutazione già obbligatoria) e prevedere un contributo Regionale di massimo 20 € a tonnellata di rifiuti che provengono da altre regioni, un misero contentino.

Se per lei “lottare” significa stare muta mentre il governo e il partito di appartenza ridicolizzano il proprio emendamento, allora confermiamo che la Deputata Cominelli non ha detto una parola.

Ci chiediamo come gli altri parlamentari bresciani (anche del PD) non si indignino per questo atteggiamento della collega che cerca solo visibilità sulla stampa e per fare questo, prima crea il problema, poi promette di risolverlo, poi non fa nulla per sistemarlo ed in fine esulta per un nulla di fatto.

Un suggerimento alla collega: meno comunicati stampa e più voce in commissione, forse quale battaglia la portiamo a casa.

Da lunedì il M5S darà battaglia anche in Aula alla Camera per abrogare l’articolo 35; e a livello locale la nostra proposta resta semplice: chiudere l’inutile terza linea dell’inceneritore e passare alla raccolta Porta a Porta.