sabato 20 maggio 2017

#5giornia5stelle 122° puntata, 19 maggio 2017







"Io ci credo".Iniziamo con l'auspicio di Gian Roberto Casaleggio durante la prima marcia Perugia-Assisi per il reddito di cittadinanza questa edizione di 5giornia5stelle e con l'invito rivolto a tutti i cittadini italiani da Alessandro Di Battista per vincere insieme quella che è una battaglia di civiltà che nessun politico dovrebbe svilire o contestare.


Una edizione ricca, questa, che passa per due leggi passate alle Camere con il si del MoVimento 5 Stelle: partiamo da quella che introduce il reato di tortura e dalla dichiarazione di voto di Maurizio Buccarella. Una legge attesa a lungo e che ora torna a Montecitorio per un voto che dovrebbe essere quello finale. Passiamo poi proprio all'aula di Montecitorio per una legge invece approvata in via definitiva, sul cyberbullismo, ed ascoltiamo un estratto della relativa dichiarazione di voto di Marialucia Lorefice.


Sempre a Montecitorio, ma in commissione Affari Costituzionali, si comincia a discutere della nuova legge elettorale. Alla prima proposta del PD che prevedeva dei correttivi alla legge uscita dalla sentenza della Corte Costituzionale sull'Italicum (testo cui il M5S si era detto disponibile a collaborare), è stata sostituita un'altra, proposta da Verdini e dall'ala renziana del Partito Democratico; si tratta di un sistema proporzionale e con correttivo maggioritario che pare scritta apposta contro il MoVimento 5 Stelle. A questo riguardo ascoltiamo Giuseppe D'Ambrosio e Roberto Fico.


Torniamo ancora una volta in aula alla Camera per ascoltare ancora una volta Marialucia Lorefice e la proposta di abolizione degli hotspot che però ha visto il parere contrario dell'aula; la stessa che ha visto iniziare la discussione della riforma dei parchi. Il MoVimento 5 Stelle è totalmente a sfavore di questa norma che mette al centro, non la tutela delle biodiversità, ma il profitto e le logiche di spartizione del potere. Lo spiegano con grande determinazione Massimo De Rosa in aula e poi Federica Daga, Paola Nugnes, Salvatore Micillo e Mirko Busto nel corso di una conferenza stampa alla Camera.



Il capogruppo alla Camera Roberto Fico, stavolta con Paola Carinelli, ci spiega i motivi dell'esposto che il M5S ha presentato all'ANAC ed al suo Presidente Cantone, contro la rinnovata nomina di Laghi al management di Alitalia.Da Strasburgo ascoltiamo i portavoce in Europa del M5S Ignazio Corrao, sul prossimo G7 di Taormina, e sulla risoluzione che il M5S ha presentato circa l'armonizzazione dei controlli nelle dogane dell'Unione Europea per il tramite di Tiziana Beghin.


Infine spazio alla dichiarazione di voto di Enrico Cappelletti ed al no del MoVimento 5 Stelle in Senato alla norma che pone, di fatto, nuovi freni all'abbattimento delle costruzioni abusive.Anche per questa puntata è tutto.Buon fine settimana a tutti.



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giovedì 27 aprile 2017

MOZIONI


Nel prossimo Consiglio Comunale di giovedì 27/04/2017 ore 18:30 e 03/05/2017 ore 18:30 presenteremo due interrogazioni a risposta orale "Accesso fondi piste ciclabili" e "  Delocalizzazione laboratorio analisi gestione dati alto Vicentino Servizi Spa"   e  una proposta di ordine del giorno "Linee di indirizzo sul proseguimento dell'autostrada Valdastico Nord".




















MoVimento Cinque Stelle Schio  
Schio, 11/03/2017  
Al Signor Presidente del Consiglio Comunale di Schio  
   Al Signor Sindaco del Comune di Schio   
  
                                                         
   INTERROGAZIONE
                                          ( Ai sensi dell'articolo 26 c.1 del R.F.C.C.)   

OGGETTO: DELOCALIZZAZIONE LABORATORIO ANALISI GESTIONE DATI DI   
ALTO VICENTINO SERVIZI SPA    


Premesso che:
 ● Il territorio vicentino da un punto di vista idrogeologico è molto importante perché             rappresenta un grande serbatoio d’acqua; se da un lato è una zona di ricarica delle falde di                 risorgive, dall’altra è un territorio molto industrializzato e antropizzato che necessita di essere monitorato e tutelato;

 ● ricordiamo che da qualche anno a seguito di scelte politiche prima PMP (Presidio multizonale prevenzione), poi il laboratorio ARPA V (Agenzia Regionale per la Prevenzione  e Protezione Ambientale del Veneto) del vicentino sono stati trasferiti a Verona lasciando sguarnita la nostra provincia di un servizio molto importante e delicato. Ora il disegno che si prospetta è il medesimo per il laboratorio/i delle società del servizio idrico del vicentino; 

● Alto Vicentino Servizi Spa che gestisce il Laboratorio è una società a capitale interamente              pubblicochegestisceilservizioidricointegratosuunterritorioappartenentea38comunied               attualmente la sua forza lavoro è composta da circa 145 dipendenti. Il nostro Comune è il                primo socio azionario con il 15,65%,seguito da Valdagno con 11,19%,Thiene 8,69%, Malo 5,19% e a scalare per gli altri 34 comuni. L’area servita ha una morfologia particolare, perché comprende territori pianeggianti, collinari e montagnosi situati al di sopra dei 1000 metri, quindi con problematiche molto differenti tra loro e con area di forte insediamento industriale con sottosuolo ricco di acqua.
 AVS intrattiene rapporti contrattuali con più di 116 mila clienti/utenti e viene reso un servizio ad una popolazione di oltre 250 mila abitanti e comprende: 
 ○ Acquedotto;
 ○ fognatura e depurazioni civili;
 ○ fognature e depurazioni industriali;

 ● il laboratorio in questione, nato nel 1985, opera attraverso analisi su acque superficiali,             potabili, di scarico industriali, di scarico di prima e dopo depurazione di processo per una               buona gestione degli impianti comunali, conto terzi (abitabilità, Casette H2O), di rete,  gestione dei dati analitici del nostro territorio e un’attenta visione delle risorse idriche;

 ● a fronte di problematiche reali(vedi PFAS ed anche acqua inquinata ad Arcugnano) a fronte               di una fusione di varie realtà della gestione dell’acqua il territorio necessita            indiscutibilmente di un proprio laboratorio perchè avere un presidio territoriale è importantissimo perché è un valore analitico aggiunto, per la capacità di pronta risposta delle problematiche e per la gestione delle informazioni relative al nostro territorio. Il laboratorio permette di modulare vari problemi, con azioni di tipo preventivo/contenitivo e soprattutto di emergenza al fine di risolvere gli aspetti relativi ai vari tipi di inquinamenti.  Aiuta e sostiene con risposte rapide i gestori nel processo di depurazione dell’acqua.

  ● voler delocalizzare il nostro laboratorio rientra in un progetto più ampio a livello di              consorzio Viveracqua. Undici gestori in house del servizio idrico integrato veneto sono stati           coinvolti   per creare una struttura unica di laboratori;

 ● ricordiamo che non tutte le società di gestione del servizio idrico integrato del Veneto hanno               aderito al progetto, altre si stanno organizzando per una fusione tra loro di laboratori; ad               esempio Acque del Chiampo;  

Visto che:

 ● codesto Consiglio Comunale, in data 19/10/2015 all’unanimità approvava la nostra proposta di ordine del giorno con oggetto “Acqua Bene Comune” (vedi Delibera del Consiglio Comunale n° 75/2015), la stessa impegnava Sindaco e Giunta al rispetto della volontà espressa dai nostri concittadini nel voto referendario del 2011 a sostenere la possibilità da parte dei cittadini di pronunciarsi sulla gestione del servizio idrico prima di effettuare qualsiasi spinta dei disposti contenuti nella legge di Stabilità 2014 e nel decreto Sblocca Italia 2014 o mediante la convocazione di un Consiglio Comunale straordinario e aperto o mediante la convocazione di un referendum consultivo ed inoltre a rivendicare il ruolo delle       Amministrazioni locali nella gestione del servizio idrico integrato contrastando tutte quelle           iniziative volte a predisporre e favorire l’ingresso di privati nella società,l’ulteriore aumento delle loro quote di capitale e tutte le manovre societarie di inglobamento dei grandi gestori  nei confronti delle piccole gestioni facendosi portavoce delle suddette istanze in seno all’ATO Bacchiglione, del quale Schio rappresenta uno dei Comuni più importanti, e ricercare parimenti alleanze tra tutti  i Comuni del territorio provinciale per adottare insieme,  forme di difesa delle gestioni totalmente pubbliche ed azioni comuni per richiedere le necessarie modifiche alle norme legislative sopra richiamate; 

● che nello stesso Consiglio si approvava con emendamenti la mozione presentata dal Pd e              Tessiamo Schio “Analisi Ambientali sul territorio comunale” (vedi Delibera Consiglio  Comunale n° 78/2015) sulla necessità di effettuare Analisi Ambientali sul territorio comunale scledense; 

● questa Amministrazione ha sempre dichiarato di reputare importante e prioritario la tutela            dell’ambiente; 

● ​l’impegno di questa Amministrazione nel considerare prioritario che non siano espropriati dal Consiglio Comunale e dal territorio decisioni di controllo democratico per garantire  trasparenza e partecipazione nella gestione dei servizi di bene pubblico e che a tutt’oggi  AVS è all’interno di un percorso di fusione e riorganizzazione dei quali i cittadini non sono stati informati.
     
Tutto ciò premesso si chiede:

● se questa Amministrazione è a conoscenza della volontà di delocalizzazione del nostro            laboratorio?

● se questa Amministrazione ritiene di mantenere un presidio territoriale (che già esiste) e che  è garanzia per dare risposte tecniche in tempi rapidi e soprattutto gestire internamente             problematiche legate al nostro ambiente affinché sia tutelato il nostro territorio senza che con la delocalizzazione sia delegato in altre mani e altre sedi? 

● visto che tutti i riflettori dei mass media sono accesi sul nostro territorio Vicentino nello               specifico, perché non sviluppare ulteriormente il nostro laboratorio e il presidio per una  garanzia e tutela dell’ambiente e della salute dei nostri concittadini?  

   
Grazie dell'attenzione e distinti saluti     



Gruppo Consiliare MoVimento Cinque Stelle Schio
 Consigliere Marco





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MoVimento Cinque Stelle Schio
Schio, 24/02/2017
Al Signor Presidente del Consiglio Comunale di Schio
Al Signor Sindaco del Comune di Schio



INTERROGAZIONE
( Ai sensi dell'articolo 26 c.1 del R.F.C.C.)


OGGETTO: ACCESSO FONDI PISTE CICLABILI

Considerata la legge del 9 agosto 2013 n.98 di conversione del decreto legge del 21 giugno 2013
n.69 ”Disposizioni urgenti per il rilancio dell’economia’’ ed in particolare il comma 2 dell’art 20 del
suddetto decreto legge;

Premesso che:
● il 29 dicembre 2016 il Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti ha approvato il decreto
ministeriale numero 481/2016;
Considerato che:
● il sopracitato decreto ministeriale 481/2016 stabilisce la ripartizione dei 12,34 milioni di
euro destinati al cofinanziamento di interventi per lo sviluppo e la messa in sicurezza di
itinerari e percorsi ciclabili e pedonali nelle aree urbane e delle ciclo vie turistiche;
● Il totale delle risorse è stato ripartito tra le Regioni in base all'incidentalità, l'importo
assegnato alla Regione Veneto è pari a euro 1.036.746,66;
Rilevato che:
● Il decreto di riparto delle risorse è pienamente esecutivo dal 1 febbraio 2017 (data della
registrazione dell'atto da parte della Corte dei Conti) e prevede che spetta alle Regioni
utilizzare quei fondi presentando entro 150 giorni un programma di interventi che il
Ministero finanzierà al 50% nel limite massimo destinato ad ogni Regione;
Considerato che:
● Gli interventi tipo previsti potranno essere, a titolo di esempio:
○ realizzazione di piste ciclabili, anche in funzione di disimpegno della sede stradale
promiscua;
○ realizzazione di percorsi pedonali, attraversamenti pedonali semaforizzati,
attraversamenti con isole salvagente, attraversamenti pedonali mediante passerelle,
sovrappassi, sottopassi;
○ messa in sicurezza di percorsi ciclabili e pedonali;
○ creazione di una rete di percorsi ciclopedonali protetti o con esclusione del traffico
motorizzato da tutta la sede stradale;
○ realizzazione di progetti per una mobilità sicura e sostenibile per pedoni, ciclisti e
altri utenti vulnerabili, secondo criteri di sistematicità, coerenza, integrazione,
orientamento su obiettivi specifici e misurabili, monitoraggio dei risultati e
valutazione della loro efficacia, condivisione dei risultati delle esperienze;

Rilevato che:
● Le Regioni nell'assegnazione dei finanziamenti potranno scegliere tra una procedura
concertativa, competitiva o mista ovvero potranno scegliere se fare degli accordi tra gli enti
interessati, se fare dei veri e propri bandi di gara o se fare un mix delle due procedure. I
criteri per definire e selezionare le proposte dovranno comunque essere i seguenti:
○ effettive esigenze di riduzione dei rischi, evidenziati dall'analisi di incidentalità;
○ efficacia dell'intervento proposto in relazione all'eliminazione o riduzione dei rischi
evidenziati;
○ possibilità di concorso finanziario degli enti beneficiari, titolari delle infrastrutture
oggetto dei lavori, tali da consentire un ampliamento delle ipotesi di attività, in
relazione ai limiti dei finanziamenti statali assentiti e delle capacità di intervento
finanziario regionale;

Si chiede a codesta Amministrazione per sapere se:
● esistano progetti comunali in atto idonei a poter rientrare nei finanziamenti di cui in
premessa;
● intenda attivarsi per prendere contatti con l'assessore ai trasporti della propria Regione per
chiedere sin da subito come la Regione intenderà gestire quei fondi.


Grazie dell'attenzione e distinti saluti

Gruppo Consiliare MoVimento Cinque Stelle Schio
Consigliere Marco Vantin​



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Schio, 11/04/2017
Al Signor Presidente del Consiglio Comunale di Schio
Al Signor Sindaco del Comune di Schio




PROPOSTA ORDINE DEL GIORNO
( Ai sensi dell'articolo 30 del R.f.C.C.)


OGGETTO: Linee di indirizzo sul proseguimento dell’Autostrada Valdastico Nord.
Il proseguimento dell’autostrada Valdastico Nord impatta fortemente nel nostro territorio e oltre che
deturpare fortemente il territorio, ha un grande impatto sulla qualità della vita dei cittadini della Val
d’Astico e dell’Alto vicentino.


Premesso che:
● L’Italia ha deciso di non gestire in proprio le autostrade ma di affidarle ai privati con la
pretesa che questi le conducano con maggiore efficienza. Lo scandalo è che questa
concessione autostradale iniziata nel 1956 non è ancora decaduta, nonostante le regole
europee impongono una nuova gara. Oggi la concessione è in carico ad una Spa chiamata
A4H che incorpora l’autostrada BresciaPadova
e altre tre società e frutta alla società quasi
un milione di euro al giorno. Eppure lo Stato fa finta di niente e continua a prorogare questo
monopolio che potrebbe tenere per sé o riaffidare con una gara redditizia per lo stato.
Costruire un’opera pubblica faraonica che sventra una valle per favorire un soggetto privato
è scandaloso. E’ chiaro che lo scopo della costruzione dell’autostrada è concedere la proroga
redditizia della concessione ad una società privata, che così non deve passare per un bando
di gara;
● Ad oggi manca un progetto. Il precedente, per ora unica idea in campo, è economicamente
insostenibile, perché troppo costoso. Prevede 60 km in galleria, 30 per ogni direzione, che
sono la somma dei tunnel del Monte Bianco, del Frejus e del San Bernardo, ma con un
traffico risibile. Secondo una semplice stima, per andare in pareggio il pedaggio Piovene
Rocchette-Trento verrebbe a costare 60-80 euro per ogni auto,150-250 euro per ogni camion. Impossibile arrivare al pareggio e di conseguenza, come nel caso della Pedemontana Veneta che pur aveva un progetto più concreto, la spesa ricadrà nelle tasche dei cittadini;
● Le grandi opere autostradali non hanno più senso. Il vecchio modello di sviluppo basato su
zone industriali, rotonde e fabbrichette è crollato. L’Europa da tempo cerca di coniugare
alta capacità di trasporto e basso impatto ambientale e per fare questo serve puntare
fortemente sul trasporto via ferro che ha un impatto infinitamente più basso rispetto alla
strada;
● Un’ulteriore follia surreale emerge dagli ultimi accordi sovraregionali: l’autostrada non
entrerà in territorio trentino, poiché il “documento conclusivo del comitato paritetico”
sottoscritto da Zaia, Rossi e dal Ministro Delrio nel febbraio del 2016 afferma che a Trento
potrà arrivare al massimo un “collegamento tra viabilità ordinarie”, pertanto c’è il rischio
concreto che venga cementificata una valle magari per non arrivare nemmeno al confine
regionale.

Considerato che:
● il documento finale del Comitato Paritetico siglato da Regione Veneto, Ministero delle
Infrastrutture e dei Trasporti e provincia di Trento cita ”lo scenario come sopra individuato
sarà sottoposto in via preliminare al CIPE, come previsto dalla Delibera n. 55 del 6 agosto
2015, previa adozione di convergenti atti decisionali a carattere amministrativo degli organi
provinciali, regionali e statali competenti, nonché previo svolgimento di una fase
partecipativa a livello territoriale”; questo significa che invita gli enti locali del territorio ad
aprire una discussione sul tema;
● il "danno occulto" che la mancata messa a gara della concessione comporta per le entrate
statali (danno stimabile in oltre 3 miliardi di euro), in questi tempi di austerity si traduce in
un potenziale minore trasferimento di fondi statali agli enti locali e quindi indirettamente in
un danno anche per i cittadini scledensi viste le minori capacità di intervento
dell’Amministrazione comunale;
● la società concessionaria (a maggioranza spagnola) non ha interessi sul territorio e che le
ricadute occupazionali per queste grandi opere (vedasi pedemontana per la quale le imprese
vicentine coinvolte si possono contare sulle dita di una mano monca) sono risibili se non
nulle;
● nel comune di Cogollo del Cengio sono cominciati i carotaggi: questo significa che è
necessario approfondire il tema per capire se questa opera sia funzionale al territorio, o
l’ennesimo spreco per favorire l’interesse di qualche privato;
● i cantieri avranno una durata presumibile di una decina d'anni, e che la movimentazione di
materiale, mezzi e persone comporterà in primis un consistente aumento del traffico pesante
insistente sull'area dell'alto vicentino, già sotto forte stress visti i dati sulle polveri sottili, e
in secondo luogo un incremento delle necessità di smaltimento di rifiuti industriali, inerti,
materiali di risulta, e magari anche rifiuti pericolosi su un'area di competenza del consorzio
AVA che dovrà gestire queste necessità tramite le proprie strutture di trattamento;
● questo non è un problema che riguarda solo i comuni sui quali passerà l’autostrada; è un
problema che riguarda il futuro di tutto il territorio dell’alto vicentino ed anzi di tutto il
paese.

CHIEDIAMO AL CONSIGLIO COMUNALE
● di esprimere ufficialmente la posizione di contrarietà al prolungamento della Valdastico
Nord;
● di organizzare un’assemblea pubblica per informare i cittadini sull’impatto di tale opera.


Grazie dell'attenzione e distinti saluti


Gruppo Consiliare TesSIAMO Schio
Consigliere Carlo Cunegato
Gruppo Consiliare MoVimento Cinque Stelle Schio

Consigliere Marco Vantin​


















sabato 15 aprile 2017

Valdastico Nord. Vantin e Cunegato: ‘Cementificare la valle per opera faraonica dannosa in tutti i sensi’


‘Il proseguimento dell’autostrada Valdastico Nord impatta fortemente nel nostro territorio e oltre che deturparlo fortemente ha un grande impatto sulla qualità della vita dei cittadini della Val d’Astico e dell’Alto vicentino. Si rischia inoltre di cementificare una valle per un collegamento autostradale che non raggiungerà i confini regionali’.
Tessiamo Schio ed il Movimento 5 Stelle scendono in campo per chiedere al consiglio comunale di Schio, dove rappresentano la minoranza, di prendere una posizione contro l’opera più discussa dell’Alto Vicentino. Carlo Cunegato e Marco Vantin chiedeno inoltre al consiglio comunale scledense che venga organizzato un incontro pubblico affinchè la cittadinanza tutta sia adeguatamente informata su un’opera della quale non si conosce veramente tutto.
‘ L’Italia ha deciso di non gestire in proprio le autostrade ma di affidarle ai privati con la pretesa che questi le conducano con maggiore efficienza. Lo scandalo è che questa concessione autostradale iniziata nel 1956 non è ancora decaduta, nonostante le regoleeuropee impongono una nuova gara. – scrivono i due consiglieri dell’opposizione al consiglio – Oggi la concessione è in carico ad una Spa chiamata A4H che incorpora l’autostrada Brescia­Padova e altre tre società e frutta alla società quasi un milione di euro al giorno. Eppure lo Stato fa finta di niente e continua a prorogare questo monopolio che potrebbe tenere per sé o riaffidare con una gara redditizia per lo stato. Costruire un’opera pubblica faraonica che sventra una valle per favorire un soggetto privato
è scandaloso. E’ chiaro che lo scopo della costruzione dell’autostrada è concedere la proroga redditizia della concessione ad una società privata, che così non deve passare per un bando di gara’.
Ad oggi manca un progetto
‘Il precedente, per ora unica idea in campo, è economicamente insostenibile, perché troppo costoso. Prevede 60 km in galleria, 30 per ogni direzione, che sono la somma dei tunnel del Monte Bianco, del Frejus e del San Bernardo, ma con un traffico risibile. Secondo una semplice stima, per andare in pareggio il pedaggio Piovene Rocchette­T rento verrebbe a costare 60­80 euro per ogni auto, 150­250 euro per ogni camion – continuano i due consiglieri – Impossibile arrivare al pareggio e di conseguenza, come nel caso della
Pedemontana Veneta che pur aveva un progetto più concreto, la spesa ricadrà nelle tasche
dei cittadini. Le grandi opere autostradali non hanno più senso. Il vecchio modello di sviluppo basato su
zone industriali, rotonde e fabbrichette è crollato. L’Europa da tempo cerca di coniugare alta capacità di trasporto e basso impatto ambientale e per fare questo serve puntare fortemente sul trasporto via ferro che ha un impatto infinitamente più basso rispetto alla strada.
Il rapporto con Trento
Un’ulteriore follia surreale emerge dagli ultimi accordi sovraregionali –  sottolineano Vantin e Cunegato – l’autostrada non entrerà in territorio trentino, poiché il “documento conclusivo del comitato paritetico” sottoscritto da Zaia, Rossi e dal Ministro Delrio nel febbraio del 2016 afferma che a Trento potrà arrivare al massimo un “collegamento tra viabilità ordinarie”, pertanto c’è il rischio concreto che venga cementificata una valle magari per non arrivare nemmeno al confine regionale.
Le conclusioni
Il documento finale del Comitato Paritetico siglato da Regione Veneto, Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti e provincia di Trento cita ”lo scenario come sopra individuato sarà sottoposto in via preliminare al CIPE, come previsto dalla Delibera n. 55 del 6 agosto 2015, previa adozione di convergenti atti decisionali a carattere amministrativo degli organi
provinciali, regionali e statali competenti, nonché previo svolgimento di una fase partecipativa a livello territoriale”; questo significa che invita gli enti locali del territorio ad aprire una discussione sul tema;
Il “danno occulto” che la mancata messa a gara della concessione comporta per le entrate statali (danno stimabile in oltre 3 miliardi di euro), in questi tempi di austerity si traduce in un potenziale minore trasferimento di fondi statali agli enti locali e quindi indirettamente in un danno anche per i cittadini scledensi viste le minori capacità di intervento
dell’Amministrazione comunale;
Valdastico SudLa società concessionaria (a maggioranza spagnola) non ha interessi sul territorio e che le ricadute occupazionali per queste grandi opere (vedasi pedemontana per la quale le imprese vicentine coinvolte si possono contare sulle dita di una mano monca) sono risibili se non nulle;
Nel comune di Cogollo del Cengio sono cominciati i carotaggi: questo significa che è necessario approfondire il tema per capire se questa opera sia funzionale al territorio, o l’ennesimo spreco per favorire l’interesse di qualche privato;
I cantieri avranno una durata presumibile di una decina d’anni, e che la movimentazione di materiale, mezzi e persone comporterà in primis un consistente aumento del traffico pesante insistente sull’area dell’alto vicentino, già sotto forte stress visti i dati sulle polveri sottili, e in secondo luogo un incremento delle necessità di smaltimento di rifiuti industriali, inerti, materiali di risulta, e magari anche rifiuti pericolosi su un’area di competenza del consorzio AVA che dovrà gestire queste necessità tramite le proprie strutture di trattamento; Questo non è un problema che riguarda solo i comuni sui quali passerà l’autostrada; è un problema che riguarda il futuro di tutto il territorio dell’alto vicentino ed anzi di tutto il
paese.
di Redazione Altovicentinonlone

venerdì 31 marzo 2017

#5giornia5stelle 115° puntata, 31 marzo 2017


Con il MoVimento 5 Stelle in costante crescita in tutti i sondaggi aumentano proporzionalmente attacchi politici e mediatici. Questa settimana di fatto è stata caratterizzata dalle sospensioni sanzionate a quasi la metà dei deputati cinque stelle, rei (sic!) di aver protestato davanti alla presidenza contro la bocciatura della loro richiesta di tagliare i privilegi in materia previdenziale per equipararsi a tutti gli altri cittadini italiani. E con un attacco mediatico, pare sobillato dall'establishment a stelle e strisce, di essere fiancheggiatori dell'antidemocratico Putin.
Davanti a Montecitorio è andato così in scena un flash mob guidato dal neo capogruppo Roberto Fico che ha guidato una delegazione di deputati cinquestelle in piazza mostrando ai fotografi i volti di tutti i deputati che hanno bocciato la proposta del MoVimento. In primis la Presidentessa Boldrini, in buona compagnia di politici di destra, di sinistra e di centro, tutti uniti come al solito quando si tratta di difendere i loro privilegi. Ascoltiamo invece, sempre dalla piazza che ospita la Camera dei Deputati, Alessandro Di Battista rispondere ai microfoni circa l'accostamento politico a Putin: "il MoVimento 5 Stelle è semplicemente filo-italiani".
Ci spostiamo a Palazzo Madama dove ascoltiamo Vito Crimi spiegare i motivi del no del MoVimento 5 Stelle non solo alla fiducia chiesta dal governo Gentiloni, ma sopratutto al provvedimento in materia di immigrazione che propone la solita solfa in perfetto stile renziano: cambiar nome alle cose senza cambiarne la sostanza. Sempre in materia di stranieri, ma stavolta alla Camera, Fabiana Dadone da ulteriore prova del fatto che quando i provvedimenti sono di buon senso e in particolare sono tutela dei diritti umani, il MoVimento 5 Stelle è pronto a fare la sua parte. Ecco spiegato il SI ad un provvedimento che finalmente garantisce delle tutele ai minori stranieri non accompagnati. Una legge comunque tardiva visto che si tratta di bambini spesso vittime di violenze, inquietanti sparizioni, tratta e perfino del traffico d'organi.
Sempre alla Camera dei Deputati ascoltiamo Carlo Sibilia e Daniele Pesco fare pressing sul governo in difesa dei risparmiatori, figli di un Dio minore. Parliamo cioè di correntisti di Banca Popolare di Vicenza e Veneto Banca che, contrariamente a quelli del Monte dei Paschi, sono drammaticamente esposti al rischio di dover contribuire al risanamento delle due banche venete per mezzo del bail-in o, quanto meno, del burden sharing (1,2 miliardi in obbligazioni subprime a rischio).
Sempre l'aula della Camera ha licenziato un provvedimento che disciplina le carriere politiche dei magistrati. Alfonso Bonafede spiega come meglio non si potrebbe il NO del MoVimento 5 Stelle a questo provvedimento: "una forza politica non deve stare né dalla parte della politica, né da quella della magistratura, ma deve rispettare il confine che c'è in mezzo". Cosa che questo provvedimento, che tutela le carriere dei magistrati-politici, evidentemente non fa.
Spazio poi a Tiziana Ciprini che introduce la posizione del MoVimento circa il decreto governativo che mette una pezza (e male) all'affaire dei voucher e che verrà affrontato più nel dettaglio nel corso delle prossime sedute di Montecitorio.
Infine, a margine di un convegno sull'opportunità offerte dal ritorno alla terra specie nel mezzogiorno, ascoltiamo le parole dell'europarlamentare Isabella Adinolfi.
Per questa edizione è tutto, 5giornia5stelle vi da appuntamento a venerdì prossimo.
Buon finesettimana!
5giornia5stelle va in onda anche su TeleAmbiente - visibile sul canale 78 del digitale terrestre a Roma, Pescara e Perugia e sul canale 218 a Milano - a questi orari: Lunedì 15:30, Martedì 03:30 - 9:30, Mercoledì 12:40 - 9:30, Giovedì 03:00 - 13:30, Venerdì 21:50, Sabato 20:00, Domenica 18:10
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sabato 4 marzo 2017

Pedonalizzazione di Piazza A. Rossi alla domenica



Nel prossimo Consiglio Comunale di lunedì 06/03/2017 ore 18:30 presenteremo una mozione per la pedonalizzazione di Piazza A. Rossi alla domenica lasciando libera circolazione in tutte le vie adiacenti.
















MoVimento Cinque Stelle Schio 
Schio, 23/02/2017 
Al Signor Presidente del Consiglio Comunale di Schio 
Al Signor Sindaco del Comune di Schio 






                                                                        MOZIONE
                                                (   Ai   sensi   dell'articolo   29   del   R.f.C.C.)    



  OGGETTO:   Pedonalizzazione   di   Piazza   A.   Rossi   alla   domenica   


       Premesso   che:  

● Schio è una città con pochi spazi di ritrovo e da tempo le piazze esistenti, quasi tutte usate come aree di parcheggio, sono decentrate rispetto ai luoghi di passeggio e piazza Alessandro Rossi e, in particolare, sottostante al Duomo di San Pietro, è attraversata da una via principale di passaggio;
● Quest'angolo della città è sempre stato definito il Centro, punto di ritrovo delle persone, la citazione “andare in piazza” si intende andare verso Piazza A. Rossi e nessun altro luogo di Schio è diventato punto di riferimento per gli scledensi;
● E’ nostra convinzione che questo luogo vada valorizzato restituendo ai cittadini spazi urbani e, che liberando tale piazza dal traffico sarebbe più fruibile e più sicura, il”cuore pulsante di una città“ per fare aggregazione, cultura e occasione di incontro tra le persone;

       Considerato che:

● Ultimamente Piazza Alessandro Rossi è stata oggetto di un intervento di abbellimento con oggetti di arredo e panchine rendendola maggiormente luogo di aggregazione sociale;
● Se la domenica piazza A. Rossi fosse chiusa al traffico permetterebbe il transito sicuro delle famiglie con bambini e di tutti i pedoni che si trovino ad attraversarla;
● Maggior movimento determina un valore aggiunto anche per i locali pubblici che vi si affacciano;
● La pedonalizzazione proposta è finalizzata solo alla chiusura di piazza A. Rossi al traffico veicolare della domenica, lasciando libera circolazione in tutte le vie adiacenti,via Btg. Val Leogra e via Capitano Sella collegate tramite via Cavour e vicolo Gorzone dietro al Duomo con una direzione obbligatoria a senso unico;
● Da un sondaggioeffettuatonelcorsodeimesitraLuglioeSettembredalMovimentoCinque Stelle Schio su un campione di circa 500 cittadini ­ dei quali 50 attività commerciali ­ è emerso che l’ 80% del campione è favorevole alla pedonalizzazione di piazza A. Rossi alla domenica e nei festivi;
● La pedonalizzazione risulta uno strumento per migliorare la qualità della vita dei cittadini e dell’ambiente;


        SI IMPEGNANO SINDACO E GIUNTA


● per la realizzazione della chiusura al traffico di Piazza Alessandro Rossi alla domenica e giorni festivi e impegnando anche la Commissione 3^ ad attivare un percorso di partecipazione e discussione per definire il progetto nel dettaglio.




Grazie dell'attenzione e distinti saluti







                                                                          Gruppo Consiliare MoVimento Cinque Stelle Schio
                                                                                                                   Consigliere Marco Vantin






Mozione emendata e approvata all'unanimità. Rinviata in 3^ Commissione per un approfondimento tecnico.









mercoledì 25 gennaio 2017

Rimborso totale per gli azionisti delle banche popolari venete

di David Borrelli (M5S Europa) e MoVimento 5 Stelle Veneto

Rimborso totale per gli azionisti di Veneto Banca e Banca popolare di Vicenza. Questo è ciò che vogliamo ottenere attraverso l’importante iniziativa che abbiamo organizzato.
Stiamo ricorrendo alla Corte Europea per tutelare i risparmiatori danneggiati dal dissesto di queste banche, ed evidenziare le omissioni dello Stato italiano in loro difesa.

Riteniamo infatti che chi doveva controllare - come Bankitalia e Consob - non ha controllato e chi doveva tutelare il risparmio, cioè lo Stato, non lo ha fatto. Il sistema è marcio dalla testa ai piedi: manager, banchieri e organi di vigilanza. Soprattutto la politica, ovviamente, che fa continue promesse senza muovere realmente un dito ed illudendo 219mila famiglie.
Aspettiamo giustizia dal 2012, data delle prime denunce, e sappiamo di segnalazioni dirette inviate alla Banca d’Italia che si è girata dall’altra parte.
E’ stato dimostrato in modo palese, da quanto accaduto ai risparmiatori, l’assoluto disinteresse dello Stato con riferimento agli articoli 47 e 28 della Carta Costituzionale. Lo Stato è responsabile per le violazioni commesse dai funzionari e dai dipendenti degli Enti preposti al controllo del risparmio e per questo deve risarcire i risparmiatori.
Il Governo centrale ha fatto mille promesse non mantenute e il governatore del Veneto Zaia ha difeso fino all’ultimo queste banche, per poi promettere soldi che non sono mai arrivati agli azionisti.
Le vite rovinate di queste persone e i suicidi degli azionisti sono sulle loro coscienze, se ne hanno una.
L’apice di tutte le prese per i fondelli che questi uomini e donne truffati si ritrovano a subire avverà lunedì, quando (a quanto dice la stampa) le banche proporranno ai soci un rimborso del 15% del valore delle azioni precedente alla svalutazione.
Un rimborso che ovviamente è nell’interesse delle banche, perché contiene un ricatto: in caso di adesione, l’azionista dovrà firmare la rinuncia a promuovere azioni legali.
Tenetevi la vostra elemosina. Che se ne fa di un 15% chi ha perso quasi il 100% dei risparmi dei una vita?
Le azioni legali ci saranno eccome. Per il ricorso alla Corte Europea abbiamo conferito il mandato allo studio dell’avvocato Sergio Calvetti di Treviso (che difende 4mila risparmiatori e azionisti di Veneto banca e Popolare di Vicenza) e a Salvatore Patti, dello studio omonimo, ordinario di diritto privato alla Università La Sapienza.
Due sono le violazioni che ipotizziamo sulla base di quanto previsto dalla Convenzione europea dei diritti e delle libertà fondamentali: la violazione del divieto di schiavitù (art.4), inteso come privazione della possibilità economica di sostentamento nell’ambito sociale, e la privazione della proprietà privata (art. 1 del Protocollo addizionale alla Convenzione).
Siamo consapevoli di una possibile dichiarazione di inammissibilità da parte della Corte Europea, che peraltro non precluderebbe l’azione in Italia.
A pagare il risarcimento integrale devono essere i responsabili ad ogni livello, in nome di una Giustizia giusta, libera ed uguale per tutti.
Mentre i politici parlano, noi passiamo ai fatti, e lo facciamo coi nostri soldi. Il procedimento sarà infatti sostenuto economicamente dai consiglieri regionali veneti del M5S, con il taglio volontario degli stipendi.
Perché destinare i nostri soldi a questa causa? Perché non riguarda solo le migliaia di azionisti truffati, ma tutti noi. Ecco cosa dicono alcuni esperti internazionali.
“Il Veneto diventa il cuore della crisi bancaria in Italia”, scrive il Financial Times.
"Questo è un disastro sociale", afferma anche Pierre-Henri Conac, professore di diritto commerciale a Lussemburgo l'Università, membro dell'Autorità europea degli strumenti finanziari e dei mercati, sempre sul Financial Times. Ma l’avvertimento che più deve preoccupare è che: "le persone che ci rimetteranno sono i giovani."
Mentre Steve Eisman, l’uomo che aveva previsto la grande crisi economica mondiale che ci ha colpito nel 2007, intervistato dal The Guardian dice che la prossima crisi finanziaria 
arriverà dalle banche italiane, venete in particolare. (https://www.theguardian.com/money/2016/nov/19/big-short-financial-crash-steve-eisman-italy-banks-risk)
Al momento, a pagare, a differenza dei dirigenti saldamente al loro posto, che continuano a regalarsi bonus milionari per premiarsi dei loro disastri, sono i dipendenti di queste banche, i quali vanno incontro a migliaia di licenziamenti, e le famiglie, come dimostra Unioncamere.
Davanti ad uno scenario del genere, che come M5S abbiamo previsto da questo blog da anni, ci sentiamo in dovere di fare il massimo. Noi una coscienza ce l’abbiamo al contrario dei governi delle banche, quello nazionale e quello regionale.


Il ricorso è promosso da M5S presso la Corte Europea dei diritti dell'uomo (ricorso gratuito e non in contrasto con altre iniziative giudiziarie che potreste aver già intrapreso) basta scaricare il modulo al link a seguire, compilarlo e spedirlo via mail a Ricorsocedu@davidborrelli.it
Per maggiori informazioni e assistenza è attivo il numero telefonico 0422 303944
A seguire il link da cui è possibile scaricare il modulo:
e il video integrale dell'evento di presentazione del 21/01/16 a Castelfranco Veneto
Il ricorso, come anticipato, è assolutamente gratuito in quanto finanziato dai consiglieri regionali M5S del Veneto attraverso il taglio dei propri stipendi.
L'adesione NON comporta alcun vincolo o mandato per chi aderisce.
L'evento verrà replicato anche a Vicenza a fine febbraio, data e luogo saranno comunicati appena possibile.