sabato 6 febbraio 2016

TUTELA DELL'AMBIENTE






Continua il nostro impegno per tutelare l’ambiente e la salute dei cittadini. Questa settimana è stato approvato il Bilancio di previsione 2016/2018 e alla voce che riguarda la qualità dell’aria e riduzione dell’inquinamento è previsto un calo di risorse, e visto che L’amministrazione in Bilancio non prevede risorse a tutela dell’ambiente, abbiamo deciso di presentare due emendamenti discussi lunedì 01/02/2016 in Consigli Comunale. Con il primo chiedevamo un aumento di bilancio per l’acquisto di una centralina per il rilevamento delle  polveri sottili, (visto che Schio fa riferimento a Bassano del Grappa ) in seguito ritirato dopo la conferma dell’Assessore e del Sindaco che si sono presi l’impegno di acquistare una centralina fissa o mobile nei prossimi mesi; nel secondo di effettuare le analisi  ambientali del territorio entro il 31/12/2016  come da petizione e in seguito mozione votata all’unanimità nel Consiglio Comunale, nel mese di ottobre 2015,  l’emendamento è stato respinto dalla maggioranza.  Un investimento che il Comune non intende fare solo con le risorse del proprio bilancio, ma chiede che il costo sia sostenuto anche da Ava e dai Comuni soci, comunque l'amministrazione si è preso l'impegno ed ha promesso che se Ava non contribuirà ad effettuare le analisi con le quote spettanti ad ogni Comune socio, farà il possibile per trovare i soldi che servono per effettuare le analisi ambientali del territorio.

 Il gruppo del Movimento 5 Stelle Schio è da sempre attento alle problematiche ambientali, e visto che i livelli delle polveri sottili registrati negli ultimi giorni dalla centralina di Bassano che funge da riferimento anche per Schio evidenziano un aumento dei livelli di polveri sottili, si ricorda che i limiti consentiti sono (50 µg/m³. da non superare più di 35 volte/anno)  valore massimo giornaliero  stabilito dalla vigente normativa  in materia, bisogna fare una considerazione però, secondo le linee guida dell' OMS il livello sicuro per la salute è di 20 µg/m³. Vista la recente ordinanza emanata dal Sindaco di Schio valida fino al 29 febbraio che contiene alcune misure per limitare le emissioni inquinanti; auspichiamo che in merito vengano prese decisioni più drastiche e strutturali, e non sempre emergenziali, visto che ogni ordinanza termina con la frase: L'ordinanza sarà revocata in caso di pioggia, perché bastano poche gocce di pioggia per ritirare un’ordinanza, la pioggia non deve essere un alibi per non far niente e mettere la parola fine all’emergenza.
Perché la tutela dell’ambiente e la salute dei cittadini non possono  essere messi per nessuna ragione in secondo piano, è dimostrato che l’inquinamento atmosferico è  il principale nemico dell’ambiente, collegato a filo diretto con la salute umana. L’inquinamento da polveri sottili  in Italia riduce in media di 8,3 mesi l’aspettativa di vita e secondo lo studio «Viias» del Ministero della Salute  sono circa 35mila le morti premature a causa dell’inquinamento in Italia, che contribuisce a malattie gravi , come quelle cardiache, respiratorie, oltre che ai tumori a causa delle polveri più sottili le pm 2,5 che entrano nei polmoni.

Non meno importante il tema dei rifiuti, riportato in primo piano dalle cronache locali, negli ultimi mesi nei vari Consigli Comunali è stata approvata la Convenzione su disposizione della Regione Veneto per la costituzione del bacino provinciale di Vicenza per il servizio di gestione integrata dei rifiuti, decisione che porterà il Comune di Schio ad avere una percentuale decisionale intorno al 5,5%, gli attuali soci  non potranno più mantenere il controllo e determinare le linee d’indirizzo. Ormai giocano a carte scoperte e, vista la prossima chiusura della discarica di Grumolo, Vicenza preme sull'urgenza della fusione delle aziende multiservizi (Ava-Etra-Aim) è di questi giorni il voto favorevole del Consiglio Comunale di Vicenza, sull’ordine del giorno presentato dal Partito Democratico, sulle aggregazioni con le altre aziende Multiservizi. Incentivate dal recente decreto legge che spinge per la riduzione delle aziende partecipate, a concentrarle in un unico gruppo, per ridurre i costi. Sarà creata una grande Multiutility del Veneto centrale (Energia, Gas, Rifiuti) aziende che operano a livello nazionale offrendo servizi e soluzioni integrate agli Enti locali, con l’intento di poter partecipare a gare di ambiti diversi,  anche extra-provinciale, e un domani quotarsi in Borsa, al fine di ottimizzare i rendimenti e allontanando sempre di più la tutela dell’ambiente.

In barba a tutti i Comuni virtuosi che hanno l’obiettivo di migliorare la qualità della raccolta differenziata e diminuire i rifiuti da incenerire per superare quel 76% indicato dall’Europa come obiettivo per il 2020.  Ma su questi temi è in atto l'ennesimo braccio di ferro tra le Regioni e  Governo che con il decreto Sblocca Italia prevede 8 nuovi inceneritori. Abbiamo appreso che in questi giorni l’inceneritore di Schio è stato classificato come impianto di recupero energetico (R1) tale modifica comporta la possibilità di aumentare la portata dell’impianto, diventando di fatto di interesse strategico nazionale, e sarà sempre più difficile opporsi ad interventi di modifica o potenziamento su un impianto di interesse strategico nazionale. Attualmente a Schio  stanno potenziando la prima linea con un investimento di 14 milioni di euro e altri 5 milioni per il teleriscaldamento, aumentando la potenzialità di incenerimento  da 72.000 a 91.000 tonnellate/anno, troviamo inopportuni ed eccessivi questi investimenti, considerando la continua diminuzione dei rifiuti e che solo 1/3 sono provenienti dal bacino di Ava, domani ci chiederanno di potenziare la seconda linea (scadenza 2018) e poi la terza; in prospettiva del bacino provinciale dei rifiuti e della creazione di un'unica Multiutility(fusione Ava-Etra-Aim). 

Continuiamo a non capire… se l’obiettivo che tutti oggi dicono di perseguire, è la riduzione dei rifiuti, che senso ha potenziare la 1 linea da 36 a 72 tonnellate/giorno. Insomma l’obiettivo è ridurre i rifiuti o bruciare? O semplicemente fare business per mezzo di essi con l’alibi della creazione di energia e calore, bruciando sempre di più. E’ un provvedimento che premia i soliti noti, l’incenerimento non è l’unica strada per la gestione dei rifiuti, ma è la più conveniente per l’interesse privato di chi costruisce questi Eco mostri, che per decenni dovranno nutrire le bocche degli inceneritori, anziché impegnarsi nella prevenzione, riduzione dei rifiuti, riuso, riciclaggio, recupero e, solo come ultima opzione l’incenerimento o lo smaltimento in discarica della frazione non riciclabile. Non osiamo neanche immaginare, le prevedibili evoluzioni per il futuro dei rifiuti nel nostro territorio, ma bisognerà impegnarsi tutti a fondo per far fallire questa politica dissennata, perché dalla salute dell’ambiente dipendono anche la nostra e quella dei nostri figli.


martedì 26 gennaio 2016

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Oggi muore il Made in Italy. Con i voti favorevoli di Alessia Mosca (Pd), Goffredo Bettini (Pd) e dei gruppi Ppe, S&D e Alde la Commissione Commercio Internazionale del Parlamento europeo ha approvato l'importazione senza dazi di una quota annua di 35.000 tonnellate di olio d'oliva dalla Tunisia. Questa ulteriore quota si aggiunge alle 56.700 tonnellate annue già previste dall'accordo di associazione UE-Tunisia e sarà in vigore per due anni.
Un aumento del 40% di importazione di olio distruggerà la produzione olivicola pugliese, siciliana e non solo. È uno schema suicida per l'economia del Sud Europa, così come dimostrato dai precedenti accordi con il Marocco, che hanno contribuito a distruggere la produzione di arance nel Sud Italia e causato indirettamente tensioni sociali, come quelle vissute a Rosarno.Dietro l'invasione dell'olio tunisino ci sono precisi interessi economici in gioco: l'obiettivo è quello di affossare i piccoli e medi produttori del Sud Italia, mentre ai grandi viene data la possibilità di comprare a prezzo stracciato l'olio extraeuropeo per poi spacciarlo Made in Italy, come in passato già dimostratodalle inchieste della magistratura.
L'agricoltura italiana, ancora una volta, viene usata come merce di scambio per la politica internazionale. La Mogherini, che ha ideato il piano, conosce le conseguenze economico-sociali di questa politica iper-liberista? L'Europa sta già facendo molto per il popolo tunisino. Nel 2011 anni ha stanziato nel programma di macro assistenza finanziaria ben 800 milioni di euro. Nel 2015 sono stati erogati 100 milioni di euro, una prima tranche di un prestito complessivo di 300 milioni. Perché adesso questa ulteriore apertura? Alcuni sospetti nascono dagli interessi economici dell'attuale primo ministro tunisino. Habib Essid è, infatti, uno dei maggiori produttori di olio del Paese e dal 2004 al 2010 è stato persino direttore esecutivo del Consiglio oleicolo internazionale. Con questa importazione senza dazi si vuole aiutare il popolo tunisino o gli affari dei suoi governanti?
Il MoVimento 5 Stelle si opporrà e difenderà con tutti i mezzi la produzione e l'eccellenza italiana, già a partire dalla prossima plenaria quando il testo verrà votato per l'approvazione definitiva. Il Pd può dire lo stesso? 
VIDEO. I portavoce Tiziana Beghin, Ignazio Corrao e David Borrelli hanno votato in Commissione  contro questo vergognoso provvedimento. Ascolta il loro racconto

                                                                                                                                MoVimento 5 Stelle Europa



venerdì 22 gennaio 2016

Corpo Forestale addio, le ecomafie ringraziano


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Di notte, con due righe di comunicato, il governo ha cancellato una storia che risale al 1822: quella del Corpo Forestale dello Stato.
Un corpo civile (nulla a che fare con gli "operai forestali" assunti dalle Regioni), che ora viene militarizzato e integrato nell'Arma dei Carabinieri. I motivi? Non certo il risparmio, visto che quanto a spese non cambierà proprio nulla; il governo millanta grandi miglioramenti in fatto di "riorganizzazione" e "modernizzazione", ma il sospetto è che si tratti di vuote parole che nascondono altro.
Ad esempio, con l'inquadramento nei Carabinieri si perde l'autonomia investigativa del Corpo Forestale, finora indispensabile per i delicati reati ambientali ed agroalimentari di cui il Corpo si occupa. Inoltre, non si sa che fine faranno i comandi stazione che hanno da sempre rappresentato un importante presidio sul territorio. Per finire, chi non desidera finire militarizzato entrerà nella mobilità della Pubblica Amministrazione, ma il patrimonio di esperienze e conoscenze dei membri del Corpo Forestale è preziosissimo: vogliamo vederlo sprecato dietro qualche scrivania, a fare tutt'altro?
Ma oltre ai diritti dei lavoratori, esistono quelli dei cittadini. Da oggi in tutta Italia i Comuni saranno privati di tutte le funzioni di presidio del territorio che solo il Corpo Forestale dello Stato svolge, come ad esempio la prevenzione e repressione dei reati in materia di ambiente, biodiversità, benessere animale, agroalimentare, incendi, dissesto idrogeologico, inquinamento, rifiuti, foreste eccetera.
Una lista impressionante, che comprende molti dei reati più diffusi e spesso ad opera di mafie e criminalità organizzata, reati che finiscono ogni giorno sulle prime pagine dei giornali. Il Corpo Forestale era il nostro "specialista": perché si è voluto dissolverlo, con la scusa di una non richiesta "modernizzazione"?
Le ecomafie ringraziano. Anche massoni e piduisti ringraziano, scorgendo anche qui l'ombra di quel Piano di Rinascita Democratica a firma Licio Gelli.
Senza la nostra "polizia ambientale", infatti, non si sarebbe mai indagato sulla Terra dei Fuochi, sul petrolchimico di Porto Marghera o la discarica di rifiuti tossici a La Spezia. Allora il lecito dubbio è: forse hanno dato fastidio a qualcuno?
Il MoVimento 5 Stelle ne raccoglie l'eredità: saremo noi ora a dare fastidio, per conto del Corpo Forestale. Sarà battaglia in tutte le sedi competenti, italiane ed europee, affinché il Corpo sia ripristinato nelle sue funzioni e soprattutto nella sua indipendenza. Non finirà qui.
 

domenica 10 gennaio 2016

Smog: chi sta bocciando l'auto elettrica? Il governo!



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Piove. Che bella notizia per i politicanti al governo che adesso potranno mettere (di nuovo) nel cassetto temi fastidiosi e spinosi come lo smog, l'inquinamento, i rischi per la salute.
Argomento archiviato e tutto riprende come prima.
Abbiamo assistito in questi giorni a un circo di dichiarazioni, anche e soprattutto da parte di chi è responsabile, con le sue scelte politiche, di uno sviluppo insostenibile e che va nel senso esattamente contrario a tutte le raccomandazioni internazionali e le indicazioni che ci sono arrivate anche dalla Conferenza mondiale sul clima di Parigi. E salutate con giubilo proprio da coloro che le ignorano.
Parlano di smog, ma nel frattempo in tutte le leggi di Stabilità continuano a bocciare gli emendamenti del M5S che propongono di rafforzare e incrementare la rete di distribuzione elettrica.
Pontificano, e lasciano il Paese nel Medioevo.
Non è un caso che la Tesla abbia deciso di investire in Corea del Sud. Non è venuto in mente all'azienda, all'avanguardia nel settore del trasporto privato elettrico, di investire in Italia. La Corea del Sud, come racconta Wired, ha investito molti soldi in incentivi per creare una rete elettrica distribuita sul territorio. Invece l'Italia? Gli appalti per i trasporti pubblici - tanto per fare un esempio significativo - prevedono ancora mezzi a gasolio, gli incentivi sono ancora orientati alla rottamazione, non si prende in considerazione il rafforzamento delle linee elettrificate del trasporto. E a volte la tassazione regionale penalizza proprio i mezzi più ecologici, come ha provato a fare Chiamparino in Piemonte. Misura mitigata solo grazie all'intervento del M5S in regione.
Il Movimento 5 Stelle la soluzione ce l'ha: spostare l'asse cartesiano rispetto a quanto fino ad ora è stato fatto. Incentivare il trasporto elettrico, sia privato che pubblico, creare un sistema di distribuzione dell'energia lungo le autostrade di modo da rendere possibile la pianificazione dei viaggi e creare quindi il presupposto per lo sviluppo di una mobilità sostenibile.

 

sabato 19 dicembre 2015

SITUAZIONE SMOG E POLVERI SOTTILI





I telerilevamenti da satellite mostrano come l'inquinamento dell'aria nella pianura padana sia il più grave in Europa, quarto nel mondo. la pianura padana è più vulnerabile a causa della conformazione orografica, la scarsa circolazione dell’aria provoca come conseguenza un ristagno delle immissioni, specialmente in condizioni anticicloniche con venti deboli o assenti e la protezione della catena alpina a nord e appenninica a sud. I recenti dati Arpav a proposito dei continui sforamenti dei limiti di polveri sottili presenti nell’aria, confermano gli elevati livelli di inquinamento atmosferico, e che respiriamo un’aria pessima. Record negativo a Vicenza che chiuderà l’anno con oltre 70 giorni di sforamento dei limiti consentiti(50 μg/m3 da non superare più di 35 volte/anno). Arpav rileva costantemente i valori di PM10 e PM2.5 presenti nell'aria, il livello di concentrazione del particolato atmosferico viene rilevato attraverso centraline automatiche e manuali, con frequenza giornaliera, secondo quanto previsto dal D.Lgs.155/2010, oltre alla rilevazione dei valori di PM10, prescrive l'obbligo di installare punti di campionamento in siti fissi per misurare i livelli di concentrazione di PM2,5. Il PM10 interessa principalmente l'apparato respiratorio e cardiocircolatorio, tende a depositarsi nelle vie respiratorie e va ad interessare varie parti del sistema respiratorio in base alla propria dimensione, infatti il PM10 (particelle con diametro minore a 10 micron) tende a depositarsi nella parte superiore(faringe) mentre con diametri più inferiori il PM2,5 (ancora più piccolo e più pericoloso) tende a depositarsi sempre più in profondità fino a raggiungere anche le pareti alveolari, queste polveri possono comportare l'insorgenza di tumori e di disturbi vari.

                      Grafico Regionale andamento giornaliero PM10

Pessima: maggiore di 100 µg/m3       Scadente: tra 50 e 100 µg/m3        Buona: minore o uguale 50 µg/m3         
                   TU: indica una stazione di traffico situata in zona urbana.
                   BU: indica una stazione di fondo situata in zona urbana;



Stazione di Rilevamento: Quartiere Italia

Valori di PM10 rilevati negli ultimi 10 giorni

                 

Visti i continui sforamenti dei limiti di polveri sottili presenti nell’aria in tutte le province e considerato che a Schio non esistono centraline che misurino in tempo reale e automatico la quantità di polveri sottili nell’aria, e che i rilevamenti effettuati dall’Arpav con stazione mobile nel 2014 in zona stazione dei treni, evidenziavano lo sforamento di 1 giorno su 3. Il Movimento 5 stelle Schio come da programma,
da sempre persegue la tutela dell'ambiente e chiede di riferire sullo stato attuale di Schio e quali siano le azioni che l’Amministrazione intende mettere in atto per contrastare il verificarsi di tali gravi situazioni.




Di seguito l'Interrogazione che presenteremo nel prossimo Consiglio Comunale di Lunedì 21/12/2015









MoVimento Cinque Stelle Schio
 Schio, 11/12/2015
 Al Signor Presidente del Consiglio Comunale di Schio 
Al Signor Sindaco del Comune di Schio


 INTERROGAZIONE
 ( Ai sensi dell'articolo 26 del R.F.C.C.)

 OGGETTO: SITUAZIONE SMOG E POLVERI SOTTILI
 Premesso che:
 ● secondo recenti studi la Pianura Padana viene annoverata tra le aree con il più alto tasso di inquinamento atmosferico del mondo;
 ● il nostro capoluogo di Provincia quest’anno ha battuto ogni record sforando per l'ottantunesima volta i limiti di concentrazione di polveri sottili Pm10;
 ● gli sforamenti a Vicenza sono i più alti del Veneto, sopra ai limite di legge 1 giorno su 4 e in graduatoria nazionale la stessa risulta essere la settima città più inquinata da polveri sottili Pm2,5; 
● anche a Schio esistono molteplici fonti inquinanti;
 Considerato che:
 ● a Schio non esistono centraline che misurino in tempo reale la quantità di polveri sottili nell'aria;
 ● in dicembre 2014 sono stati pubblicati dati ARPAV nei quali veniva evidenziato che in zona stazione dei treni i superamenti fossero pari a 1 giorno su 3; 
Visto che: 
● le alte concentrazioni di Pm10 e Pm2,5 aumentano le malattie respiratorie e provocano patologie in un bambino su cinque e come dichiarato alla stampa dal viceprimario dell’ospedale di Vicenza Francesco Corà “[...] le polveri sottili incidono su infezioni e virosi respiratorie, allergie e tumori. I danni si cumulano nel tempo. L'esposizione ad una quantità intensa di queste sostanze cronicizza le patologie. E' un po' come andare incontro ad una malattia professionale, è lo stesso rischio che correvano un tempo i minatori. E non ci sono difese”; 
● è stata presentata al Sindaco una petizione cittadina in cui si chiede di effettuare, tra le altre, le analisi dell'aria all’interno del territorio comunale;
 Si chiede:
 ● di riferire sullo stato attuale della zona del comune di Schio relativamente a smog e polveri sottili;
 ● se l'Amministrazione abbia già in programma possibili azioni per contrastare il verificarsi di tali gravi situazioni;
 ● se l'Amministrazione si sia già attivata per effettuare le analisi dell'aria come richiesto dalla recente petizione cittadina inerente le analisi ambientali sul territorio del nostro Comune.
 Grazie dell'attenzione e distinti saluti

 Gruppo Consiliare MoVimento Cinque Stelle Schio 
Consigliere Marco Vantin




MOZIONE: CONTRO LO SPRECO ALIMENTARE
















 MoVimento Cinque Stelle Schio
 Schio, 11/12/2015
 Al Signor Presidente del Consiglio Comunale di Schio
 Al Signor Sindaco del Comune di Schio



 MOZIONE
 ( Ai sensi dell'articolo 29 del R.f.C.C.)

 OGGETTO: “Contro lo spreco alimentare e per il coordinamento delle realtà territoriali al fine di delineare una rete per la redistribuzione delle rimanenze alimentari nel territorio del Comune di Schio”

 PREMESSO CHE

 − Secondo recenti dati forniti dalla FAO gli sprechi alimentari nel mondo ammontano a più di 1,3 miliardi di tonnellate all’anno, pari ad circa un terzo della produzione totale. In altri termini, solo il 43% dell’equivalente calorico dei prodotti coltivati a scopo alimentare a livello globale viene consumato dall’uomo. II 40% del cibo prodotto negli Stati Uniti finisce in discarica. In Gran Bretagna si gettano tra i rifiuti 6,7 milioni di tonnellate di cibo ancora perfettamente consumabile, per un costo annuale di 10 miliardi di sterline. In Svezia, mediamente, ogni famiglia getta via il 25% del cibo acquistato.

 − La situazione non è molto diversa in Italia: più di 8 miliardi di euro di cibo all’anno vengono gettati nella spazzatura. Ogni anno (Rapporto 2014 Waste Watcher) una famiglia italiana getta 49 kg di cibo, per un totale di 1,19 milioni di tonnellate di alimenti sprecati. Gli sprechi maggiori riguardano la verdura (10,7 kg), la frutta (9,9 kg), il pane (9,1 kg) e la pasta (6,0 kg), mentre risulta minore lo spreco di alimenti più costosi come carne (4,5 kg), formaggi (2,1 kg), pesce (1,8 kg), surgelati (1,8 kg) e salumi (1,2).

 − L’espressione “spreco alimentare” è anche sinonimo di spreco di risorse, in primis quella idrica. Stando ad una ricerca scientifica dell’Università di Napoli (2012) lo spreco alimentare in Italia ha toccato i 1.226 milioni di metri cubi d’acqua impiegata per la produzione del cibo che è poi stato gettato via senza essere consumato. Uno sperpero idrico incredibile se si pensa che la stessa quantità di acqua avrebbe potuto soddisfare il fabbisogno idrico annuo di 19 milioni di italiani. Dei 1.226 milioni di metri cubi d’acqua sprecati, 706 milioni di metri cubi sono stati sprecati dai consumatori ed i restanti 520 milioni sono stati sprecati durante la filiera produttiva, ancora prima, cioè, di arrivare nelle case dei consumatori. Lo spreco alimentare, poi, inquina. Sul fronte delle emissioni, sono 24,5 i milioni di tonnellate di biossido di carbonio sprigionati inutilmente in atmosfera per produrre beni alimentari destinati alla pattumiera. Il 20% di questi gas serra è legato al settore trasporti, e di questo, 14,3 milioni di tonnellate di anidride carbonica sono associate al cibo sprecato dai consumatori e 10,2 milioni di tonnellate sono legate alle perdite lungo la filiera alimentare.

 − Dal 1974 ad oggi lo spreco alimentare nel mondo è aumentato del 50%, ma solo di recente, complice la crisi economica globale, la questione è trattata come un vero problema. Il 23 maggio 2015 l’Assemblea Nazionale francese ha approvato unanimemente una nuova legge sullo spreco alimentare. In pratica, entro il luglio del prossimo anno, i punti vendita della grande distribuzione alimentare con una superficie superiore ai 400 mq, dovranno donare i prodotti in scadenza alle associazioni ed enti che si occupano di sfamare i meno abbienti, mentre gli scarti alimentari saranno utilizzati per realizzare biocombustibile, mangime per animali o compost per l’agricoltura.

 − Nel giugno di quest’anno la regione Piemonte ha promulgato una legge (Legge n. 12 del 23.06.2015) avente ad oggetto la promozione di interventi di recupero e valorizzazione dei beni invenduti. − In Parlamento è in discussione una proposta di legge (Gadda ed Altri) recante il titolo "Norme per la limitazione degli sprechi, l'uso consapevole delle risorse e la sostenibilità ambientale". Molte amministrazioni locali, infine, si sono già espresse sull’argomento.

 − Il Ministero dell’Ambiente ha, di recente, accolto l’invito della Commissione Europea ad affrontare il problema dello spreco alimentare nei propri piani nazionali per la prevenzione dei rifiuti creando il “Programma Nazionale di Prevenzione dello Spreco Alimentare” con il compito di delineare in maniera dettagliata e completa tutti gli aspetti che riguardano la prevenzione degli sprechi alimentari, definendo opportune misure volte a ridurre la quantità di prodotti alimentari destinati al consumo umano che finiscono tra i rifiuti.

 − A livello locale diverse amministrazioni stanno adottando iniziative che prevedono la raccolta/redistribuzione delle rimanenze alimentari di bar, negozi alimentari, panifici, gastronomie, negozi di frutta e verdura, ristoranti e centri di piccola, media e grande distribuzione alle persone socialmente più deboli individuate con metodiche utilizzate per l’assegnazione di varie prestazioni assistenziali. Ciò comporta, inoltre, un aumento del volume dei rifiuti destinati allo smaltimento con ulteriore aggravio dei costi economici, oltre che a quelli sociali.

 − Dal punto di vista etico e sociale lo spreco alimentare rappresenta una contraddizione non più tollerabile di fronte al numero crescente di persone in stato di difficoltà economica, quando non di povertà, che già oggi trovano conforto ed assistenza in enti ed associazioni che, a livello locale e nazionale, si occupano dell’assistenza ai più deboli anche attraverso il recupero e la redistribuzione delle eccedenze alimentari e dei prodotti invenduti. Risulta parimenti non più accettabile la disparità tra chi spreca il cibo e chi non ha da mangiare.

 Per tutto quanto sopra,

 SI PROPONE

di attuare misure concrete per combattere, anche nel nostro territorio, il fenomeno dello spreco alimentare e per provvedere alla raccolta/redistribuzione delle eccedenze alimentari coinvolgendo direttamente tutta la filiera preposta, dai produttori, ai consumatori, alle istituzioni locali ad enti ed associazioni di settore sensibilizzando l’opinione pubblica a partire dalle scuole per promuovere modelli e comportamenti di consumo responsabili e sostenibili e

 SI IMPEGNANO SINDACO E GIUNTA 

● a prendere contatto con enti ed associazioni di settore, già presenti nel nostro territorio, per organizzare/coordinare la raccolta e redistribuzione delle rimanenze alimentari;

 ● a regolamentare la modalità di assegnazione e redistribuzione delle stesse dando priorità ai cittadini più bisognosi da individuare secondo le liste predisposte dall’assessorato e dagli uffici dei servizi sociali con metodiche già sperimentate per l’assegnazione di altre prestazioni socio­assistenziali;

 ● ad avviare tutte le procedure necessarie per attivare un efficiente servizio di raccolta e redistribuzione delle eccedenze alimentari presenti nel nostro territorio;

 ● a pubblicizzare adeguatamente tale iniziativa anche attraverso campagne di sensibilizzazione rivolte, specialmente, agli alunni delle scuole d’ogni ordine e grado contro il fenomeno dello spreco alimentare.


Grazie dell'attenzione e distinti saluti


Gruppo Consiliare MoVimento Cinque Stelle Schio 
Consigliere Marco Vantin