martedì 24 ottobre 2017

#5giornia5stelle 139° puntata, 20 ottobre 2017

Tagliate i vitalizi non la democrazia. Questo lo slogan che il MoVimento 5 Stelle ha voluto gridare con forza in Senato a proposito della mancata calendarizzazione della legge Richetti sui vitalizi appannaggio della legge elettorale che arriverà invece immediatamente in aula al Senato. Prevista anche questa volta la protesta dei cittadini che si raduneranno di fronte palazzo Madama il prossimo 25 ottobre.
Ha fatto parecchio scalpore sui media tradizionali la mozione contro Viscopresentata ed approvata dal Partito Democratico e difesa da Renzi. Una mozione che non ha trovato l'appoggio del MoVimento 5 Stelle che ha chiesto maggiore chiarezza in sala stampa attraverso i microfoni dei telegiornali con Carlo Sibilia e con l'intervento nell'aula di Montecitorio di Daniele Pesco.
Si rivede Gentiloni alle Camere (in vista del prossimo consiglio d'Europa) ed è l'occasione per Alessandro di Battista e Giovanni Endrizzi di rinfacciargli le responsabilità che si è preso nel mettere la fiducia sulla nuova legge elettorale.
Sempre a proposito di prossime elezioni, Emanuele Scagliusi ed Alessandro Di Battista chiedono la supervisione dell'OSCE (organizzazione per la sicurezza e la cooperazione in Europa) per le elezioni regionali siciliane al Ministro degli Interni Minniti.
Al Senato viene approvato finalmente il whistleblowing, la legge che tutelerà se venisse approvata anche alla Camera chi denuncerà i casi di corruzione. Una legge targata MoVimento 5 Stelle, come ribadisce dagli scranni di Palazzo Madama Vito Crimi, ma che porta idealmente le firme di tante associazioni e tanti cittadini.
Torniamo negli uffici della Camera dei Deputati per ascoltare la denuncia di Riccardo Fraccaro che ha scoperto due provvedimenti governativi scandalosi che mirano ad agevolare l'assunzione e la proroga di contratti dei dirigenti presso le agenzie fiscali di persone indagate.
Il caso Emanuela Orlandi e la richiesta di apertura di una commissione di inchiesta parlamentare da parte del senatore Santangelo chiude questa edizione del nostro notiziario settimanale.
Appuntamento a venerdì prossimo. Buon finesettimana.
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giovedì 27 luglio 2017

DISMISSIONE DELLA 2 LINEA DELL'INCENERITORE


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Ieri sera in Consiglio Comunale è stata bocciata la mozione "Piano industriale AVA" dismissione della seconda linea dell'inceneritore; Con il voto contrario della maggioranza ( Noi Cittadini),Lega e Forza Italia, astenuti PD a favore M5S Schio e Tessiamo. Lo spettacolo a cui si assiste ogni volta che presentiamo mozioni inerenti all'ambiente è disarmante, rispondono sempre in modo blando e contraddittorio: "Lo stiamo già facendo,volete prendervi voi il merito, impossibile pensare di spegnere l'inceneritore cliccando un pulsante, serve un confronto con i soci, è difficile combattere gli interessi che ci sono..., non conta quello che si scrive nei programmi, importante è l'impegno che mettiamo in campo" dal 2015 i rifiuti inceneriti sono aumentati da 60.900 a 83000 t/anno.

Visto che l'obiettivo che tutti dicono di perseguire è la riduzione dei rifiuti, la tutela dell'ambiente e considerando la continua diminuzione dei rifiuti, solo il 25% circa proviene dai 31 comuni soci, il 75% dei rifiuti urbani e speciali inceneriti provengono da fuori bacino e provincia. Auspichiamo un graduale ridimensionamento e, una visione più lungimirante degli amministratori locali, l'impianto è sovradimensionato, basterebbero solo 2 linee (1-3) che garantirebbero una potenzialità di 63.000 t/anno ben al di sopra dei rifiuti prodotti dai 31 Comuni soci; e se tutti raggiungessero l'obiettivo del 76% entro il 2020 come da Piano Rifiuti del Veneto basterebbe una sola linea.

Siamo consapevoli che l'inceneritore è diventato sempre più strategico e sarà sempre più difficile imporre piani industriali che prevedano la dismissione di una o più linee, ma l'incenerimento è in contrasto con la politica del riciclaggio e, bisogna spingere al massimo la raccolta differenziata, premiando tutti i cittadini che ogni giorno si impegnano a differenziare per ridurre i rifiuti anche nella speranza di veder chiuso un giorno il Termodistruttore, no all'alibi della creazione di energia e calore,  perché solo 1/10 diventa energia, mentre con il riciclaggio se ne può recuperare più del 50% e una parte dei rifiuti, circa il 30% di quelli in entrata diventano ceneri, classificate come rifiuti speciali, che devono essere smaltiti in discarica.



mercoledì 19 luglio 2017

DISMISSIONE 2 LINEA INCENERITORE


Nel prossimo Consiglio Comunale del 24/07/2017 ore 18:30 presenteremo una mozione per chiedere al Presidente di A.V.A. di presentare all’assemblea dei soci e al Consiglio Comunale un piano industriale che preveda la dismissione della linea 2 del Inceneritore di Schio.


Di seguito la mozione:


















MoVimento Cinque Stelle Schio


Schio, 12/07/2017


Al Signor Presidente del Consiglio Comunale di Schio


Al Signor Sindaco del Comune di Schio



MOZIONE
( Ai sensi dell'articolo 29 del R.f.C.C.)

OGGETTO: Piano industriale Alto Vicentino Ambiente srl


Premesso che:
  • Alto Vicentino Ambiente S.r.l. (di seguito “A.V.A.”) è un’azienda a totale capitale pubblico che opera nei servizi ambientali e, in particolare, nella gestione dei rifiuti;
  • A.V.A. svolge le attività di raccolta, trasporto e smaltimento di rifiuti urbani e assimilabili nonché lo smaltimento di alcune categorie di rifiuti speciali. In particolare, la Società è proprietaria e gestisce numerosi centri per la raccolta differenziata dei rifiuti urbani (ecostazioni), un impianto di incenerimento con recupero di energia sito a Schio (Vi), una discarica ed annesso impianto di selezione per rifiuti non pericolosi sito in Asiago Malga Melagon e una discarica per rifiuti inerti (limitatamente alla gestione) sita in Thiene;
  • i soci proprietari di A.V.A sono i 31 Comuni dell'Alto Vicentino e l’Unione Montana "Spettabile Reggenza dei Sette Comuni";
  • il comune di Schio come socio di A.V.A. detiene una quota di partecipazione del 23,74% con un valore nominale di Euro 836.965,00 ;
  • il Termovalorizzatore che è situato in Via di Lago di Pusiano 4 a Schio è costituito da 3 linee:
    • la linea 1, in esercizio dal 1983, aveva una potenzialità di 36 t/g di rifiuto, in seguito nel 2016 dopo essere stata completamente ristrutturata la sua capacità è stata aumentata a 72 t/g ;
    • la linea 2, in esercizio dal 1991, ha una potenzialità di 60 t/g di rifiuto;
    • la linea 3, in esercizio dal 2003, ha invece una potenzialità di 100 t/g di rifiuto.

Considerato che:
  • l’impianto può arrivare a bruciare sommando la potenzialità delle 3 linee circa 85.000 t/anno, di fatto nel 2016 ha bruciato 82.985 tonnellate;
  • i 31 comuni soci nel 2016 hanno conferito all’impianto un totale di 21.313 tonnellate, quindi il 25,68% del rifiuto bruciato dall’impianto, nello specifico il comune di Schio ha conferito 4.655 tonnellate quindi il 5,61% del totale bruciato;
  • la linea 1 entrata in funzione nel 1983 è stata completamente rifatta nel 2015 ed è rientrata in funzione nel 2016, questo è dovuto all’approvazione del Piano industriale di A.V.A. 2008-2011. A riguardo il Consiglio Comunale di Schio con delibera n. 49 del 19/05/2008 (Progetto “Piano industriale di A.V.A s.r.l. per il periodo 2008-2011” da sottoporre all'esame-approvazione dell'assemblea dei soci di A.V.A. s.r.l. - linee di indirizzo) diede mandato all’allora Sindaco di votare a favore del piano in assemblea dei soci.


Visto che:
  • nel piano regionale Rifiuti del Veneto (Decreto Consiglio Regione Veneto n. 30 del 29/04/2015 e pubblicato nel BUR n. 55 del 01/06/2015) per la raccolta differenziata viene dato  l’obiettivo di raggiungere una quota del 76% entro il 2020;
  • i 31 comuni soci raggiungendo tale obiettivo del 76% conferirebbero circa 15.300 t/anno e quindi, anche se proprietari al 100% dell’impianto, andrebbero  ad utilizzarlo solo per il 18% del rifiuto bruciato;
  • la linea 2 ha già 26 anni e paragonando all’Iter che ha portato il rifacimento della linea 1, si sarebbe dovuto discutere il suo rifacimento o spegnimento già dal 2015;
  • se la linea 2 venisse dismessa, le 2 linee restanti garantirebbero una potenzialità di 63.000 t/anno, ben al di sopra del rifiuto prodotto dai 31 comuni soci e già comunque all’altezza di sopperire alla necessità del Bacino Rifiuti Vicenza, visto anche l’obiettivo regionale del 76% per il 2020;
  • nello Statuto di A.V.A all’articolo 3 “Oggetto” al comma 6 è scritto “La società è in ogni caso vincolata a svolgere la parte più importante della propria attività con i soci ovvero con le collettività rappresentate dai soci e nel territorio di riferimento dei soci medesimi”;
  • nel codice Etico di A.V.A. l’articolo 10.3 primo paragrafo dice “In particolare, la Società presta attenzione ai seguenti aspetti: continuo impegno per la riduzione dell’impatto sull’ambiente”;
  • nella Delibera Comunale n. 66 del 08/09/2014 (Impegno e nuove linee di indirizzo affidate al sindaco in tema di piano industriale e strategico per il trattamento dei rifiuti solidi urbani e gestione dell'impianto di termovalorizzazione di Ca' Capretta sito nel territorio comunale scledense) si da mandato al Sindaco di “fare tutto il necessario perchè si limiti progressivamente nel tempo la politica dell’incenerimento della risorsa “rifiuto”, supportando un piano di gestione alternativo e quindi di riconversione, parziale o totale, dell’impianto di Ca’ Capretta”.


TUTTO CIÒ PREMESSO, SI IMPEGNANO SINDACO E GIUNTA


  • di chiedere al Presidente di A.V.A. di presentare all’assemblea dei soci e a codesto Consiglio Comunale piano industriale che preveda la dismissione della linea 2 del Termovalorizzatore di Schio entro il 31/12/2017 e che venga discusso e deciso in merito  entro il 30/06/2018;
  • di inviare quanto sopra a tutti i Sindaci soci di A.V.A. con richiesta di sottoscriverne il testo;
  • di organizzare una serata informativa con la partecipazione del Presidente A.V.A. nel quale spieghi ai cittadini di Schio nel dettaglio la provenienza, la quantità e la tipologia del rifiuto trattato dal Termovalorizzatore.

Grazie dell'attenzione e distinti saluti


Gruppo Consiliare MoVimento Cinque Stelle Schio
Consigliere Marco Vantin








sabato 20 maggio 2017

#5giornia5stelle 122° puntata, 19 maggio 2017







"Io ci credo".Iniziamo con l'auspicio di Gian Roberto Casaleggio durante la prima marcia Perugia-Assisi per il reddito di cittadinanza questa edizione di 5giornia5stelle e con l'invito rivolto a tutti i cittadini italiani da Alessandro Di Battista per vincere insieme quella che è una battaglia di civiltà che nessun politico dovrebbe svilire o contestare.


Una edizione ricca, questa, che passa per due leggi passate alle Camere con il si del MoVimento 5 Stelle: partiamo da quella che introduce il reato di tortura e dalla dichiarazione di voto di Maurizio Buccarella. Una legge attesa a lungo e che ora torna a Montecitorio per un voto che dovrebbe essere quello finale. Passiamo poi proprio all'aula di Montecitorio per una legge invece approvata in via definitiva, sul cyberbullismo, ed ascoltiamo un estratto della relativa dichiarazione di voto di Marialucia Lorefice.


Sempre a Montecitorio, ma in commissione Affari Costituzionali, si comincia a discutere della nuova legge elettorale. Alla prima proposta del PD che prevedeva dei correttivi alla legge uscita dalla sentenza della Corte Costituzionale sull'Italicum (testo cui il M5S si era detto disponibile a collaborare), è stata sostituita un'altra, proposta da Verdini e dall'ala renziana del Partito Democratico; si tratta di un sistema proporzionale e con correttivo maggioritario che pare scritta apposta contro il MoVimento 5 Stelle. A questo riguardo ascoltiamo Giuseppe D'Ambrosio e Roberto Fico.


Torniamo ancora una volta in aula alla Camera per ascoltare ancora una volta Marialucia Lorefice e la proposta di abolizione degli hotspot che però ha visto il parere contrario dell'aula; la stessa che ha visto iniziare la discussione della riforma dei parchi. Il MoVimento 5 Stelle è totalmente a sfavore di questa norma che mette al centro, non la tutela delle biodiversità, ma il profitto e le logiche di spartizione del potere. Lo spiegano con grande determinazione Massimo De Rosa in aula e poi Federica Daga, Paola Nugnes, Salvatore Micillo e Mirko Busto nel corso di una conferenza stampa alla Camera.



Il capogruppo alla Camera Roberto Fico, stavolta con Paola Carinelli, ci spiega i motivi dell'esposto che il M5S ha presentato all'ANAC ed al suo Presidente Cantone, contro la rinnovata nomina di Laghi al management di Alitalia.Da Strasburgo ascoltiamo i portavoce in Europa del M5S Ignazio Corrao, sul prossimo G7 di Taormina, e sulla risoluzione che il M5S ha presentato circa l'armonizzazione dei controlli nelle dogane dell'Unione Europea per il tramite di Tiziana Beghin.


Infine spazio alla dichiarazione di voto di Enrico Cappelletti ed al no del MoVimento 5 Stelle in Senato alla norma che pone, di fatto, nuovi freni all'abbattimento delle costruzioni abusive.Anche per questa puntata è tutto.Buon fine settimana a tutti.



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giovedì 27 aprile 2017

MOZIONI


Nel prossimo Consiglio Comunale di giovedì 27/04/2017 ore 18:30 e 03/05/2017 ore 18:30 presenteremo due interrogazioni a risposta orale "Accesso fondi piste ciclabili" e "  Delocalizzazione laboratorio analisi gestione dati alto Vicentino Servizi Spa"   e  una proposta di ordine del giorno "Linee di indirizzo sul proseguimento dell'autostrada Valdastico Nord".




















MoVimento Cinque Stelle Schio  
Schio, 11/03/2017  
Al Signor Presidente del Consiglio Comunale di Schio  
   Al Signor Sindaco del Comune di Schio   
  
                                                         
   INTERROGAZIONE
                                          ( Ai sensi dell'articolo 26 c.1 del R.F.C.C.)   

OGGETTO: DELOCALIZZAZIONE LABORATORIO ANALISI GESTIONE DATI DI   
ALTO VICENTINO SERVIZI SPA    


Premesso che:
 ● Il territorio vicentino da un punto di vista idrogeologico è molto importante perché             rappresenta un grande serbatoio d’acqua; se da un lato è una zona di ricarica delle falde di                 risorgive, dall’altra è un territorio molto industrializzato e antropizzato che necessita di essere monitorato e tutelato;

 ● ricordiamo che da qualche anno a seguito di scelte politiche prima PMP (Presidio multizonale prevenzione), poi il laboratorio ARPA V (Agenzia Regionale per la Prevenzione  e Protezione Ambientale del Veneto) del vicentino sono stati trasferiti a Verona lasciando sguarnita la nostra provincia di un servizio molto importante e delicato. Ora il disegno che si prospetta è il medesimo per il laboratorio/i delle società del servizio idrico del vicentino; 

● Alto Vicentino Servizi Spa che gestisce il Laboratorio è una società a capitale interamente              pubblicochegestisceilservizioidricointegratosuunterritorioappartenentea38comunied               attualmente la sua forza lavoro è composta da circa 145 dipendenti. Il nostro Comune è il                primo socio azionario con il 15,65%,seguito da Valdagno con 11,19%,Thiene 8,69%, Malo 5,19% e a scalare per gli altri 34 comuni. L’area servita ha una morfologia particolare, perché comprende territori pianeggianti, collinari e montagnosi situati al di sopra dei 1000 metri, quindi con problematiche molto differenti tra loro e con area di forte insediamento industriale con sottosuolo ricco di acqua.
 AVS intrattiene rapporti contrattuali con più di 116 mila clienti/utenti e viene reso un servizio ad una popolazione di oltre 250 mila abitanti e comprende: 
 ○ Acquedotto;
 ○ fognatura e depurazioni civili;
 ○ fognature e depurazioni industriali;

 ● il laboratorio in questione, nato nel 1985, opera attraverso analisi su acque superficiali,             potabili, di scarico industriali, di scarico di prima e dopo depurazione di processo per una               buona gestione degli impianti comunali, conto terzi (abitabilità, Casette H2O), di rete,  gestione dei dati analitici del nostro territorio e un’attenta visione delle risorse idriche;

 ● a fronte di problematiche reali(vedi PFAS ed anche acqua inquinata ad Arcugnano) a fronte               di una fusione di varie realtà della gestione dell’acqua il territorio necessita            indiscutibilmente di un proprio laboratorio perchè avere un presidio territoriale è importantissimo perché è un valore analitico aggiunto, per la capacità di pronta risposta delle problematiche e per la gestione delle informazioni relative al nostro territorio. Il laboratorio permette di modulare vari problemi, con azioni di tipo preventivo/contenitivo e soprattutto di emergenza al fine di risolvere gli aspetti relativi ai vari tipi di inquinamenti.  Aiuta e sostiene con risposte rapide i gestori nel processo di depurazione dell’acqua.

  ● voler delocalizzare il nostro laboratorio rientra in un progetto più ampio a livello di              consorzio Viveracqua. Undici gestori in house del servizio idrico integrato veneto sono stati           coinvolti   per creare una struttura unica di laboratori;

 ● ricordiamo che non tutte le società di gestione del servizio idrico integrato del Veneto hanno               aderito al progetto, altre si stanno organizzando per una fusione tra loro di laboratori; ad               esempio Acque del Chiampo;  

Visto che:

 ● codesto Consiglio Comunale, in data 19/10/2015 all’unanimità approvava la nostra proposta di ordine del giorno con oggetto “Acqua Bene Comune” (vedi Delibera del Consiglio Comunale n° 75/2015), la stessa impegnava Sindaco e Giunta al rispetto della volontà espressa dai nostri concittadini nel voto referendario del 2011 a sostenere la possibilità da parte dei cittadini di pronunciarsi sulla gestione del servizio idrico prima di effettuare qualsiasi spinta dei disposti contenuti nella legge di Stabilità 2014 e nel decreto Sblocca Italia 2014 o mediante la convocazione di un Consiglio Comunale straordinario e aperto o mediante la convocazione di un referendum consultivo ed inoltre a rivendicare il ruolo delle       Amministrazioni locali nella gestione del servizio idrico integrato contrastando tutte quelle           iniziative volte a predisporre e favorire l’ingresso di privati nella società,l’ulteriore aumento delle loro quote di capitale e tutte le manovre societarie di inglobamento dei grandi gestori  nei confronti delle piccole gestioni facendosi portavoce delle suddette istanze in seno all’ATO Bacchiglione, del quale Schio rappresenta uno dei Comuni più importanti, e ricercare parimenti alleanze tra tutti  i Comuni del territorio provinciale per adottare insieme,  forme di difesa delle gestioni totalmente pubbliche ed azioni comuni per richiedere le necessarie modifiche alle norme legislative sopra richiamate; 

● che nello stesso Consiglio si approvava con emendamenti la mozione presentata dal Pd e              Tessiamo Schio “Analisi Ambientali sul territorio comunale” (vedi Delibera Consiglio  Comunale n° 78/2015) sulla necessità di effettuare Analisi Ambientali sul territorio comunale scledense; 

● questa Amministrazione ha sempre dichiarato di reputare importante e prioritario la tutela            dell’ambiente; 

● ​l’impegno di questa Amministrazione nel considerare prioritario che non siano espropriati dal Consiglio Comunale e dal territorio decisioni di controllo democratico per garantire  trasparenza e partecipazione nella gestione dei servizi di bene pubblico e che a tutt’oggi  AVS è all’interno di un percorso di fusione e riorganizzazione dei quali i cittadini non sono stati informati.
     
Tutto ciò premesso si chiede:

● se questa Amministrazione è a conoscenza della volontà di delocalizzazione del nostro            laboratorio?

● se questa Amministrazione ritiene di mantenere un presidio territoriale (che già esiste) e che  è garanzia per dare risposte tecniche in tempi rapidi e soprattutto gestire internamente             problematiche legate al nostro ambiente affinché sia tutelato il nostro territorio senza che con la delocalizzazione sia delegato in altre mani e altre sedi? 

● visto che tutti i riflettori dei mass media sono accesi sul nostro territorio Vicentino nello               specifico, perché non sviluppare ulteriormente il nostro laboratorio e il presidio per una  garanzia e tutela dell’ambiente e della salute dei nostri concittadini?  

   
Grazie dell'attenzione e distinti saluti     



Gruppo Consiliare MoVimento Cinque Stelle Schio
 Consigliere Marco





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MoVimento Cinque Stelle Schio
Schio, 24/02/2017
Al Signor Presidente del Consiglio Comunale di Schio
Al Signor Sindaco del Comune di Schio



INTERROGAZIONE
( Ai sensi dell'articolo 26 c.1 del R.F.C.C.)


OGGETTO: ACCESSO FONDI PISTE CICLABILI

Considerata la legge del 9 agosto 2013 n.98 di conversione del decreto legge del 21 giugno 2013
n.69 ”Disposizioni urgenti per il rilancio dell’economia’’ ed in particolare il comma 2 dell’art 20 del
suddetto decreto legge;

Premesso che:
● il 29 dicembre 2016 il Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti ha approvato il decreto
ministeriale numero 481/2016;
Considerato che:
● il sopracitato decreto ministeriale 481/2016 stabilisce la ripartizione dei 12,34 milioni di
euro destinati al cofinanziamento di interventi per lo sviluppo e la messa in sicurezza di
itinerari e percorsi ciclabili e pedonali nelle aree urbane e delle ciclo vie turistiche;
● Il totale delle risorse è stato ripartito tra le Regioni in base all'incidentalità, l'importo
assegnato alla Regione Veneto è pari a euro 1.036.746,66;
Rilevato che:
● Il decreto di riparto delle risorse è pienamente esecutivo dal 1 febbraio 2017 (data della
registrazione dell'atto da parte della Corte dei Conti) e prevede che spetta alle Regioni
utilizzare quei fondi presentando entro 150 giorni un programma di interventi che il
Ministero finanzierà al 50% nel limite massimo destinato ad ogni Regione;
Considerato che:
● Gli interventi tipo previsti potranno essere, a titolo di esempio:
○ realizzazione di piste ciclabili, anche in funzione di disimpegno della sede stradale
promiscua;
○ realizzazione di percorsi pedonali, attraversamenti pedonali semaforizzati,
attraversamenti con isole salvagente, attraversamenti pedonali mediante passerelle,
sovrappassi, sottopassi;
○ messa in sicurezza di percorsi ciclabili e pedonali;
○ creazione di una rete di percorsi ciclopedonali protetti o con esclusione del traffico
motorizzato da tutta la sede stradale;
○ realizzazione di progetti per una mobilità sicura e sostenibile per pedoni, ciclisti e
altri utenti vulnerabili, secondo criteri di sistematicità, coerenza, integrazione,
orientamento su obiettivi specifici e misurabili, monitoraggio dei risultati e
valutazione della loro efficacia, condivisione dei risultati delle esperienze;

Rilevato che:
● Le Regioni nell'assegnazione dei finanziamenti potranno scegliere tra una procedura
concertativa, competitiva o mista ovvero potranno scegliere se fare degli accordi tra gli enti
interessati, se fare dei veri e propri bandi di gara o se fare un mix delle due procedure. I
criteri per definire e selezionare le proposte dovranno comunque essere i seguenti:
○ effettive esigenze di riduzione dei rischi, evidenziati dall'analisi di incidentalità;
○ efficacia dell'intervento proposto in relazione all'eliminazione o riduzione dei rischi
evidenziati;
○ possibilità di concorso finanziario degli enti beneficiari, titolari delle infrastrutture
oggetto dei lavori, tali da consentire un ampliamento delle ipotesi di attività, in
relazione ai limiti dei finanziamenti statali assentiti e delle capacità di intervento
finanziario regionale;

Si chiede a codesta Amministrazione per sapere se:
● esistano progetti comunali in atto idonei a poter rientrare nei finanziamenti di cui in
premessa;
● intenda attivarsi per prendere contatti con l'assessore ai trasporti della propria Regione per
chiedere sin da subito come la Regione intenderà gestire quei fondi.


Grazie dell'attenzione e distinti saluti

Gruppo Consiliare MoVimento Cinque Stelle Schio
Consigliere Marco Vantin​



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Schio, 11/04/2017
Al Signor Presidente del Consiglio Comunale di Schio
Al Signor Sindaco del Comune di Schio




PROPOSTA ORDINE DEL GIORNO
( Ai sensi dell'articolo 30 del R.f.C.C.)


OGGETTO: Linee di indirizzo sul proseguimento dell’Autostrada Valdastico Nord.
Il proseguimento dell’autostrada Valdastico Nord impatta fortemente nel nostro territorio e oltre che
deturpare fortemente il territorio, ha un grande impatto sulla qualità della vita dei cittadini della Val
d’Astico e dell’Alto vicentino.


Premesso che:
● L’Italia ha deciso di non gestire in proprio le autostrade ma di affidarle ai privati con la
pretesa che questi le conducano con maggiore efficienza. Lo scandalo è che questa
concessione autostradale iniziata nel 1956 non è ancora decaduta, nonostante le regole
europee impongono una nuova gara. Oggi la concessione è in carico ad una Spa chiamata
A4H che incorpora l’autostrada BresciaPadova
e altre tre società e frutta alla società quasi
un milione di euro al giorno. Eppure lo Stato fa finta di niente e continua a prorogare questo
monopolio che potrebbe tenere per sé o riaffidare con una gara redditizia per lo stato.
Costruire un’opera pubblica faraonica che sventra una valle per favorire un soggetto privato
è scandaloso. E’ chiaro che lo scopo della costruzione dell’autostrada è concedere la proroga
redditizia della concessione ad una società privata, che così non deve passare per un bando
di gara;
● Ad oggi manca un progetto. Il precedente, per ora unica idea in campo, è economicamente
insostenibile, perché troppo costoso. Prevede 60 km in galleria, 30 per ogni direzione, che
sono la somma dei tunnel del Monte Bianco, del Frejus e del San Bernardo, ma con un
traffico risibile. Secondo una semplice stima, per andare in pareggio il pedaggio Piovene
Rocchette-Trento verrebbe a costare 60-80 euro per ogni auto,150-250 euro per ogni camion. Impossibile arrivare al pareggio e di conseguenza, come nel caso della Pedemontana Veneta che pur aveva un progetto più concreto, la spesa ricadrà nelle tasche dei cittadini;
● Le grandi opere autostradali non hanno più senso. Il vecchio modello di sviluppo basato su
zone industriali, rotonde e fabbrichette è crollato. L’Europa da tempo cerca di coniugare
alta capacità di trasporto e basso impatto ambientale e per fare questo serve puntare
fortemente sul trasporto via ferro che ha un impatto infinitamente più basso rispetto alla
strada;
● Un’ulteriore follia surreale emerge dagli ultimi accordi sovraregionali: l’autostrada non
entrerà in territorio trentino, poiché il “documento conclusivo del comitato paritetico”
sottoscritto da Zaia, Rossi e dal Ministro Delrio nel febbraio del 2016 afferma che a Trento
potrà arrivare al massimo un “collegamento tra viabilità ordinarie”, pertanto c’è il rischio
concreto che venga cementificata una valle magari per non arrivare nemmeno al confine
regionale.

Considerato che:
● il documento finale del Comitato Paritetico siglato da Regione Veneto, Ministero delle
Infrastrutture e dei Trasporti e provincia di Trento cita ”lo scenario come sopra individuato
sarà sottoposto in via preliminare al CIPE, come previsto dalla Delibera n. 55 del 6 agosto
2015, previa adozione di convergenti atti decisionali a carattere amministrativo degli organi
provinciali, regionali e statali competenti, nonché previo svolgimento di una fase
partecipativa a livello territoriale”; questo significa che invita gli enti locali del territorio ad
aprire una discussione sul tema;
● il "danno occulto" che la mancata messa a gara della concessione comporta per le entrate
statali (danno stimabile in oltre 3 miliardi di euro), in questi tempi di austerity si traduce in
un potenziale minore trasferimento di fondi statali agli enti locali e quindi indirettamente in
un danno anche per i cittadini scledensi viste le minori capacità di intervento
dell’Amministrazione comunale;
● la società concessionaria (a maggioranza spagnola) non ha interessi sul territorio e che le
ricadute occupazionali per queste grandi opere (vedasi pedemontana per la quale le imprese
vicentine coinvolte si possono contare sulle dita di una mano monca) sono risibili se non
nulle;
● nel comune di Cogollo del Cengio sono cominciati i carotaggi: questo significa che è
necessario approfondire il tema per capire se questa opera sia funzionale al territorio, o
l’ennesimo spreco per favorire l’interesse di qualche privato;
● i cantieri avranno una durata presumibile di una decina d'anni, e che la movimentazione di
materiale, mezzi e persone comporterà in primis un consistente aumento del traffico pesante
insistente sull'area dell'alto vicentino, già sotto forte stress visti i dati sulle polveri sottili, e
in secondo luogo un incremento delle necessità di smaltimento di rifiuti industriali, inerti,
materiali di risulta, e magari anche rifiuti pericolosi su un'area di competenza del consorzio
AVA che dovrà gestire queste necessità tramite le proprie strutture di trattamento;
● questo non è un problema che riguarda solo i comuni sui quali passerà l’autostrada; è un
problema che riguarda il futuro di tutto il territorio dell’alto vicentino ed anzi di tutto il
paese.

CHIEDIAMO AL CONSIGLIO COMUNALE
● di esprimere ufficialmente la posizione di contrarietà al prolungamento della Valdastico
Nord;
● di organizzare un’assemblea pubblica per informare i cittadini sull’impatto di tale opera.


Grazie dell'attenzione e distinti saluti


Gruppo Consiliare TesSIAMO Schio
Consigliere Carlo Cunegato
Gruppo Consiliare MoVimento Cinque Stelle Schio

Consigliere Marco Vantin​


















sabato 15 aprile 2017

Valdastico Nord. Vantin e Cunegato: ‘Cementificare la valle per opera faraonica dannosa in tutti i sensi’


‘Il proseguimento dell’autostrada Valdastico Nord impatta fortemente nel nostro territorio e oltre che deturparlo fortemente ha un grande impatto sulla qualità della vita dei cittadini della Val d’Astico e dell’Alto vicentino. Si rischia inoltre di cementificare una valle per un collegamento autostradale che non raggiungerà i confini regionali’.
Tessiamo Schio ed il Movimento 5 Stelle scendono in campo per chiedere al consiglio comunale di Schio, dove rappresentano la minoranza, di prendere una posizione contro l’opera più discussa dell’Alto Vicentino. Carlo Cunegato e Marco Vantin chiedeno inoltre al consiglio comunale scledense che venga organizzato un incontro pubblico affinchè la cittadinanza tutta sia adeguatamente informata su un’opera della quale non si conosce veramente tutto.
‘ L’Italia ha deciso di non gestire in proprio le autostrade ma di affidarle ai privati con la pretesa che questi le conducano con maggiore efficienza. Lo scandalo è che questa concessione autostradale iniziata nel 1956 non è ancora decaduta, nonostante le regoleeuropee impongono una nuova gara. – scrivono i due consiglieri dell’opposizione al consiglio – Oggi la concessione è in carico ad una Spa chiamata A4H che incorpora l’autostrada Brescia­Padova e altre tre società e frutta alla società quasi un milione di euro al giorno. Eppure lo Stato fa finta di niente e continua a prorogare questo monopolio che potrebbe tenere per sé o riaffidare con una gara redditizia per lo stato. Costruire un’opera pubblica faraonica che sventra una valle per favorire un soggetto privato
è scandaloso. E’ chiaro che lo scopo della costruzione dell’autostrada è concedere la proroga redditizia della concessione ad una società privata, che così non deve passare per un bando di gara’.
Ad oggi manca un progetto
‘Il precedente, per ora unica idea in campo, è economicamente insostenibile, perché troppo costoso. Prevede 60 km in galleria, 30 per ogni direzione, che sono la somma dei tunnel del Monte Bianco, del Frejus e del San Bernardo, ma con un traffico risibile. Secondo una semplice stima, per andare in pareggio il pedaggio Piovene Rocchette­T rento verrebbe a costare 60­80 euro per ogni auto, 150­250 euro per ogni camion – continuano i due consiglieri – Impossibile arrivare al pareggio e di conseguenza, come nel caso della
Pedemontana Veneta che pur aveva un progetto più concreto, la spesa ricadrà nelle tasche
dei cittadini. Le grandi opere autostradali non hanno più senso. Il vecchio modello di sviluppo basato su
zone industriali, rotonde e fabbrichette è crollato. L’Europa da tempo cerca di coniugare alta capacità di trasporto e basso impatto ambientale e per fare questo serve puntare fortemente sul trasporto via ferro che ha un impatto infinitamente più basso rispetto alla strada.
Il rapporto con Trento
Un’ulteriore follia surreale emerge dagli ultimi accordi sovraregionali –  sottolineano Vantin e Cunegato – l’autostrada non entrerà in territorio trentino, poiché il “documento conclusivo del comitato paritetico” sottoscritto da Zaia, Rossi e dal Ministro Delrio nel febbraio del 2016 afferma che a Trento potrà arrivare al massimo un “collegamento tra viabilità ordinarie”, pertanto c’è il rischio concreto che venga cementificata una valle magari per non arrivare nemmeno al confine regionale.
Le conclusioni
Il documento finale del Comitato Paritetico siglato da Regione Veneto, Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti e provincia di Trento cita ”lo scenario come sopra individuato sarà sottoposto in via preliminare al CIPE, come previsto dalla Delibera n. 55 del 6 agosto 2015, previa adozione di convergenti atti decisionali a carattere amministrativo degli organi
provinciali, regionali e statali competenti, nonché previo svolgimento di una fase partecipativa a livello territoriale”; questo significa che invita gli enti locali del territorio ad aprire una discussione sul tema;
Il “danno occulto” che la mancata messa a gara della concessione comporta per le entrate statali (danno stimabile in oltre 3 miliardi di euro), in questi tempi di austerity si traduce in un potenziale minore trasferimento di fondi statali agli enti locali e quindi indirettamente in un danno anche per i cittadini scledensi viste le minori capacità di intervento
dell’Amministrazione comunale;
Valdastico SudLa società concessionaria (a maggioranza spagnola) non ha interessi sul territorio e che le ricadute occupazionali per queste grandi opere (vedasi pedemontana per la quale le imprese vicentine coinvolte si possono contare sulle dita di una mano monca) sono risibili se non nulle;
Nel comune di Cogollo del Cengio sono cominciati i carotaggi: questo significa che è necessario approfondire il tema per capire se questa opera sia funzionale al territorio, o l’ennesimo spreco per favorire l’interesse di qualche privato;
I cantieri avranno una durata presumibile di una decina d’anni, e che la movimentazione di materiale, mezzi e persone comporterà in primis un consistente aumento del traffico pesante insistente sull’area dell’alto vicentino, già sotto forte stress visti i dati sulle polveri sottili, e in secondo luogo un incremento delle necessità di smaltimento di rifiuti industriali, inerti, materiali di risulta, e magari anche rifiuti pericolosi su un’area di competenza del consorzio AVA che dovrà gestire queste necessità tramite le proprie strutture di trattamento; Questo non è un problema che riguarda solo i comuni sui quali passerà l’autostrada; è un problema che riguarda il futuro di tutto il territorio dell’alto vicentino ed anzi di tutto il
paese.
di Redazione Altovicentinonlone